Il turismo phygital approda alle Eolie: cos’è e perché può cambiare l’approccio dei visitatori
Il turismo phygital approda alle Eolie: cos’è e perché può cambiare l’approccio dei visitatori
Dalla prenotazione ai percorsi personalizzati, fino alle ricompense digitali: il modello phygital sta trasformando il modo di vivere una destinazione. E ora anche le nostre isole guardano a questo trend.
Il primo passo di un viaggio non è sull’aereo e neanche in macchina, ma è tutto racchiuso in un clic. Cerchiamo informazioni, studiamo l’albergo, selezioniamo sulla mappa la meta, condividiamo sui social ogni istante della nostra vacanza.
Il turismo è un’esperienza che unisce il mondo digitale e quello fisico. In una parola sola? Phygital, ovvero una delle principali evoluzioni del marketing contemporaneo, destinata a influenzare anche il settore turistico. Anche per un territorio come il nostro, dove il digitale non è un'alternativa all'esperienza reale, ma uno strumento per valorizzarla. Perché il viaggio continua a essere fatto di paesaggi, sapori e incontri, ma viene arricchito da servizi digitali capaci di accompagnare il visitatore prima, durante e dopo la vacanza.
Il concetto di phygital nasce proprio dalla fusione tra esperienza fisica e digitale. Secondo quanto dichiarato da Mark Stanley, Chief Product and Technology Officer di Shopware, oggi le aziende più innovative non utilizzano il digitale soltanto per vendere, ma per creare relazioni continue con il cliente attraverso esperienze personalizzate. Premi, progressioni, contenuti esclusivi non sono solo programmi fedeltà, ma strumenti che mantengono il consumatore all'interno del brand anche quando non sta acquistando. Un’impostazione che ha successo: secondo la Product Marketing Alliance, il 60% dei consumatori preferisce marchi che integrano elementi di gamification, mentre le aziende che adottano queste strategie registrano un aumento medio del 50% dei visitatori ricorrenti.
Trasferire questo modello al turismo significa ripensare il rapporto tra destinazione e visitatore. Un turista che sceglie le Eolie potrebbe iniziare la propria esperienza settimane prima della partenza attraverso un'app dedicata, ricevendo itinerari personalizzati, consigli sulle attività in base ai propri interessi e contenuti culturali per conoscere il territorio. Durante il soggiorno, la stessa piattaforma potrebbe suggerire percorsi alternativi, visite guidate, degustazioni o eventi locali, adattandosi alle preferenze dell'utente. E qui si può aggiungere un pizzico di gamification, per stimolare il coinvolgimento e la partecipazione: completare un percorso naturalistico, visitare più isole dell'arcipelago o partecipare a iniziative culturali potrebbe consentire di ottenere badge digitali, sconti per attività future o contenuti esclusivi. Non si tratterebbe di trasformare la vacanza in una competizione, ma di incentivare la scoperta del territorio attraverso dinamiche leggere e volontarie.
Naturalmente, perché il modello funzioni, la tecnologia da sola non basta. La personalizzazione rappresenta il vero valore aggiunto, perché non è la ricompensa a fare la differenza, ma la sua pertinenza rispetto agli interessi del singolo visitatore. Per il nostro territorio tutto questo può portare alla costruzione di un turismo diverso, più sostenibile e distribuito nel tempo, che permette di valorizzare itinerari meno conosciuti, promuovere esperienze fuori stagione e indirizzare i flussi verso attività coerenti con il profilo dei visitatori.
Perché il futuro del turismo, in Sicilia come nel resto del mondo, potrebbe quindi essere sempre più phygital: un modello nel quale il digitale non sostituisce l'autenticità del viaggio, ma la amplifica. E rende i turisti non soggetti di passaggio, ma persone in grado di cogliere il vero significato di questa terra.