Eolie, quattro dissalatori costosissimi: sostanzialmente inutili per 11 mesi l’anno Contestati da isolani e villeggianti

Quattro dissalatori costosissimi, sostanzialmente inutili per 11 mesi l’anno, ambientalmente pericolosi e che rischiano di diventare le ennesime incompiute siciliane con inaccettabile spreco di denaro pubblico: questa la denuncia di molti residenti delle Eolie e di molti dei frequentatori abituali dell’arcipelago dinanzi ai progetti degli impianti previsti a Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi, per un finanziamento complessivo di 7,5 milioni di euro, con realizzazione prevista entro giugno 2026 nell’ambito del PNRR..
La recente Valutazione di Incidenza Ambientale della Regione ha aperto infatti uno scenario che presenta criticità rilevanti con prescrizioni ambientali nella fase di realizzazione estremamente onerose dal punto di vista economico e, in molti casi, difficilmente attuabili per carenza di spazi, problemi di accessibilità e limiti tecnici.

Ad esempio, al fine di proteggere le vaste praterie di posidonia, si prevede — correttamente — che le condotte di presa dell’acqua marina e di scarico della salamoia, lunghe centinaia di metri, vengano interrate nel fondale marino mediante tecnologia di trivellazione orizzontale. Una soluzione costosissima che rischia di rendere l’intervento antieconomico, configurandosi come uno spreco di risorse pubbliche.
Emergono inoltre criticità anche nella fase di esercizio: gli impianti dovrebbero essere sottoposti a un monitoraggio continuo della qualità delle acque che, ove non rispettassero i limiti previsti, andrebbero conferite a impianti di trattamento idonei, attualmente inesistenti sulle isole. Nel caso in cui si registrassero superamenti dei limiti  le attività dovrebbero essere sospese fino al ripristino delle condizioni conformi.

In sintesi, emerge un quadro in cui i rischi ambientali risultano elevati e i costi di realizzazione e gestione tali da mettere in dubbio la sostenibilità complessiva degli interventi. Inoltre La localizzazione e la natura delle opere previste sono in potenziale contrasto con la normativa regionale che tutela la fascia costiera, che stabilisce il divieto di edificazione entro i 150 metri dalla battigia. 
Alla luce delle criticità evidenziate, i progetti dei dissalatori nelle isole Eolie appaiono non solo tecnicamente ed economicamente insostenibili, ma anche del tutto ingiustificati rispetto ai reali fabbisogni dei territori interessati. Le isole, infatti, registrano picchi di popolazione limitati a pochi mesi estivi, mentre per gran parte dell’anno sono abitate da poche centinaia di residenti: un dato che rende sproporzionata la realizzazione di infrastrutture permanenti, costose e ad alto impatto ambientale.
Tali interventi peraltro si inseriscono in un’area sottoposta a rigorosi vincoli ambientali, inclusa la rete Natura 2000 e il riconoscimento UNESCO delle Isole Eolie come patrimonio mondiale naturale. Procedere con opere invasive in un contesto di così elevato valore naturalistico significa assumersi consapevolmente il rischio di compromettere habitat unici e protetti, in evidente contraddizione con i principi stessi di tutela che tali vincoli impongono.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte criticità: la popolazione locale non è stata adeguatamente informata né coinvolta nei processi decisionali. 
Insistere su questi interventi significa inoltre ignorare soluzioni alternative già disponibili, più flessibili, meno invasive e pienamente adeguate alla stagionalità della domanda, come l’impiego di navi dissalatrici, in grado di garantire l’approvvigionamento idrico nei periodi di maggiore necessità senza compromettere ecosistemi fragili. 
Proseguire su questa strada rappresenterebbe una scelta incomprensibile e irresponsabile: un investimento pubblico ingente per opere difficilmente realizzabili e con il concreto rischio di arrecare danni ambientali in un’area che, per definizione, dovrebbe essere preservata e non messa a rischio. 
Per queste ragioni, è indispensabile fermare immediatamente questi progetti e orientare le risorse verso soluzioni realmente sostenibili, proporzionate ed efficaci.

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