Eolie, avvistato Cavalluccio Marino di Monica Blasi VIDEO
di Monica Blasi*
Diversi esemplari di Hippocampus guttulatus, comunemente noto come cavalluccio camuso o cavalluccio marino dal muso lungo, sono stati trovati nelle acque Eoliane a pochi metri dalla costa.
Grazie alla segnalazione del Diving La Gorgonia di Lipari siamo andati a verificare e a monitorare questo raro ritrovamento di fondamentale importanza per la salute del nostro mare.
Questa specie si distingue facilmente dalle altre due specie di cavalluccio marino presenti nel nostro Mediterraneo per il suo muso allungato e per la presenza di numerose escrescenze o filamenti cutanei sulla testa e sul dorso, che gli donano una tipica criniera. Come gli altri membri del suo genere, non possiede pinne caudali ma una coda prensile usata per ancorarsi alla vegetazione. La livrea può variare dal verde scuro al marrone, fino a tonalità di giallo, arancione o rosso. Può presentare anche piccole macchie chiare o punteggiature bianche che lo aiutano a mimetizzarsi perfettamente tra le alghe.
Durante il corteggiamento, la femmina di cavalluccio marino depone le uova all'interno di una speciale sacca incubatrice situata sul ventre del maschio. Sarà quest'ultimo a fecondarle, proteggerle e a partorire i piccoli una volta completato lo sviluppo.
H. guttulatus vive principalmente nella zona infralitorale, su alghe, rocce e sulle praterie di Posidonia oceanica e Zoostera, anche in aree di laguna. La specie è super protetta essendo inserita nell’allegato II del Protocollo SPA/BIO della Convenzione di Barcellona, nell’allegato II della Convenzione di Berna e nell’allegato III della CITES. La specie è anche inclusa nelle liste rosse IUCN come "quasi minacciata". Le principali minacce sono la distruzione dell’habitat, dovuta anche all'ancoraggio massivo di imbarcazioni da diporto vicino alla costa, la sovrapesca e la regressione dell'areale delle praterie di Posidonia oceanica sulle quali vive.
Questo raro ritrovamento conferma l'importanza di proteggere e tutelare le folte praterie di Posidonia oceanica che interessano numerosi siti marini delle isole Eolie, e che invece, ogni estate, sono invasi dal turismo di massa, con ancoraggi sfrenati e attività di pesca non regolamentate.
Ricordiamoci che laddove è presente un area marina protetta, l'ancoraggio e la pesca sono vietati in zone di praterie di Posidonia oceanica. Da noi, visto che un'area marina non è ancora istituita, si può fare ben poco a livello di ordinanze locali, sebbene molte praterie siano all'interno di parchi archeologici sottomarini o in prossimità di aree interessate da ordinanze di caduta massi che potrebbero essere adottate per proteggere anche il mare. Intanto dovrebbe essere il buon senso a dare indicazioni su come comportarsi su questi habitat fragili e dall'importanza ecologica unica.
Limitiamo dunque l'ancoraggio sulla sabbia e sulla Posidonia e teniamo un occhio vigile sulla presenza di nuovi avvistamenti che potrebbero avvalorare l'ipotesi che questa specie iconica e così importante dal punto di vista conservazionistico si stia riprendendo.
*Presidente Filicudi Wildelife Conservation Pronto soccorso tartarughe marine