Dedicato ai parvenu della politica di Elisabetta Raffa

di Elisabetta Raffa

Dedicato ai parvenu della politica: i giornalisti fanno tutte le domande che vogliono, quando vogliono e come vogliono. 
Lavoriamo senza orario, rinunciamo a ricorrenze, pranzi e cene con amici e con la famiglia. A Natale, Capodanno, Pasqua, Pasquetta, 1 maggio, Ferragosto e tutti gli altri giorni rossi sul calendario noi raccontiamo quello che avviene. Accumuliamo libri che poi leggiamo appena possiamo.

Ci stiamo 3 ore a scrivere 60 righe perché mentre lo facciamo verifichiamo anche le virgole (chi vi dice che scrive 100 righe in mezz'ora o mente o è una capra) e aspettiamo per ore sotto la pioggia una dichiarazione che renderà il nostro pezzo diverso dagli altri proprio perché siamo giornalisti e diventarlo e continuare a esserlo è stato ed è come scalare l'Everest a mani nude. 
Noi poniamo le domande e la persona intervistata ha due scelte: rispondere (si spera in maniera sincera) o limitarsi a un educato no comment. 
Rispondere con stizza come un moccioso di 3 anni che frequenta l'asilo Mariuccia o dire "No, da quella giornalista non mi faccio intervistare, meglio quell'altra" qualifica chi lo fa per quello che è.

Dio, quanto mi mancano l'arguzia dei vecchi democristiani e l'ironia dei socialisti, persino l'arroganza dei bolscevichi (D'Alema in testa): almeno avevi a che fare con politici veri, non con quattro miracolati che si relazionano con la stampa solo quando pensano di avere giornalisti "amici" e si innervosiscono quando poni le domande che la tua professione e la tua deontologia ti impongono. 
Ragazzi, vorrei vi fosse chiara una cosa: a ogni elezione potreste essere spazzati via, noi tra 20 anni, quando di voi si sarà perso anche il ricordo, saremo ancora qui a scrivere e raccontare quello che succede. 

PS Ovviamente, la narrazione su cosa significa essere un giornalista riguarda solo chi lo è davvero e non chi fa il reggimicrofono non replicante, evita di porre domande spinose agli amici che fanno politica ("tanto che senso ha?") o, pur vantando pubblicamente il possesso di una "schiena dritta", elimina un tuo servizio nel quale attacchi, a ragion veduta, un prefetto che sbaglia...

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