Da Roma in linea di Ciro Maddaloni. La Cina tiene le carte coperte

di Ciro Maddaloni*

Il “Kyiv Post” ha pubblicato un articolo nel quale si riferisce che è stato proposto alla Cina di partecipare a un vertice con la Russia e gli Stati Uniti per discutere della guerra in Ucraina.
Il summit avrebbe dovuto riunire i leader di Cina, Russia e Stati Uniti per tre giorni, nel tentativo di definire una strategia per concludere il conflitto. Gli Stati Uniti ritengono che Pechino non sia coinvolta “emotivamente” nella guerra rispetto a quanto lo siano Washington e Mosca; di conseguenza, la sua presenza avrebbe dovuto garantire quel ruolo di “parte terza” capace di favorire le negoziazioni. È noto, infatti, che la Cina tende a essere più pragmatica della Russia e non ha velleità di imporre la propria presenza con la forza, pur avendone le capacità oggettive.
La Cina è concentrata in questo momento sulla propria economia e sulle difficoltà affrontate a seguito della guerra in Ucraina e, soprattutto, delle tensioni nel Golfo Persico, conflitti che continuano a destabilizzare i mercati internazionali. Gli Stati Uniti confidavano sul fatto che fare leva sugli interessi economici potesse incentivare i cinesi a esercitare pressioni sulla Russia per giungere a un negoziato di pace. Tuttavia, questa iniziativa dell'amministrazione americana non è andata a buon fine, poiché il presidente cinese Xi Jinping non ha manifestato alcun interesse per il vertice. La sua posizione è netta: poiché la guerra si combatte in Europa, devono essere gli europei a occuparsene.
Con questa presa di posizione netta e definita, il leader cinese sta perseguendo diversi risultati strategici.
In primo luogo, sta cercando di ridimensionare il ruolo degli Stati Uniti nei negoziati. Il suggerimento che gli europei debbano essere coinvolti rappresenta un sottile tentativo di diminuire l'influenza americana e di aumentare quella delle nazioni europee, attualmente escluse da ogni trattativa sia da parte russa sia dall'amministrazione Trump. In questo modo, il presidente cinese punta a conquistarsi il favore dei leader europei.
In secondo luogo, Xi sta mettendo in atto il tipico gioco diplomatico cinese: evita di prendere posizione apertamente o di compromettersi, tenendosi in disparte per non assumersi alcuna responsabilità in questa grave crisi, che né l'Unione Europea né l'amministrazione USA sono riuscite a gestire sin dall'inizio. Quando lo scenario sarà più definito, Pechino agirà unicamente nel proprio interesse: l'unica priorità per il leader cinese, che non ha alcuna intenzione di cercare visibilità personale o di farsi coinvolgere in un negoziato privo, visti i presupposti, di qualsiasi possibilità di successo immediato.
In terzo luogo, il presidente cinese potrebbe persino “non desiderare” che la guerra in Ucraina termini nell'immediato. Senza dover muovere un dito, la Cina assiste alla catastrofe militare, economica e sociale di una Russia che non è mai stata una vera alleata (giova ricordare che a metà del XIX secolo l'Impero russo sottrasse alla Cina territori significativi). Allo stesso tempo, Pechino osserva la rovinosa perdita di immagine degli Stati Uniti, incapaci di costringere Vladimir Putin a più miti consigli, prima con la timida amministrazione Biden e ora con la caotica amministrazione Trump. Il presidente cinese potrebbe segretamente sperare che l'Ucraina prevalga e che la Russia venga ridotta in uno stato di tale debolezza da consentire, un giorno, di riconquistare quei territori storicamente cinesi, per usare una retorica spesso cara allo stesso Putin, dei territori ex URSS!.
Ecco perché la Cina tiene le carte coperte e rifiuta di farsi coinvolgere in un vertice a tre. Proprio come la Russia ha il proprio stile diplomatico, la Cina ne possiede uno indubbiamente più efficace rispetto a quello di russi e americani, motivo per cui non mostra alcun interesse per un incontro sull'Ucraina con Trump e Putin a margine del 37º vertice APEC che si sta svolgendo a Pechino in questi giorni.
Nel frattempo, in un colloquio con il presidente tedesco Steinmeier, Xi Jinping ha ribadito che gli europei dovrebbero essere presenti al tavolo dei negoziati con Russia e Ucraina. Una mossa con cui il presidente cinese ha fatto, senza dubbio, centro. (GD)

*Esperto di eGovernment internazionale



 


 

Categoria
italia/mondo

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