Da Rimini Mariella Petrilli. Tra Rodi Garganico, le Tremiti e Lucio Dalla

 di Mariella Petrilli

Tra Rodi Garganico, le Isole Tremiti e Lucio Dalla

Sono arrivata a Rodi Garganico da Rimini in una luminosa giornata d'estate, con il sale negli occhi e la voglia antica di inseguire il mare.  La cittadina mi ha accolta con il profumo degli oleandri e delle pesche, il bianco delle case affacciate sul mare e quel ritmo lento che appartiene ai luoghi abituati a vivere in armonia con le onde.

Per tre giorni Rodi è stata la mia casa. A Rodi Garganico le sere hanno il colore del miele, i pini scendono fino all'acqua e il porto aspetta paziente chi parte e chi ritorna. Al mattino ho preso il sole e nuotato nella piccola spiaggia di fronte alla mia pensione, una spiaggetta rimasta da sempre la stessa, a detta di chi conosce quei luoghi. La sera ho passeggiato lungo il porto turistico osservando le barche dei pescatori che rientravano con il loro carico di mare e di storie o sul lungomare del sotto castello con le sue amabili e vere case bianche e il profumo di pesce appena arrostito, a guardare il sole scendere dietro i profili del Gargano, mentre il cielo si colorava di rosa e d'oro. Per tre notti ho ascoltato il respiro dell'Adriatico e la musica delle onde del mare, dormendo di fronte all'orizzonte dove il cielo impara a diventare mare.

Da lì sono partita per le Tremiti. Il traghetto ha lasciato lentamente il porto e per qualche minuto ho continuato a vedere Rodi alle mie spalle: le case, il promontorio verde, le banchine che si allontanavano piano. Mi è sembrato di lasciare un'amica appena conosciuta.

Quando le Tremiti sono apparse all'orizzonte, dal blu come un pensiero felice ho capito che il mare tra il Gargano e le isole non è soltanto uno spazio da attraversare. È un ponte di emozioni che unisce due bellezze diverse e complementari. Le Tremiti hanno il fascino selvaggio delle isole. Rodi Garganico col suo sapore antico possiede invece la dolcezza dell'approdo. E ancora oggi, ripensando a quel viaggio, non riesco a separarle. Perché il ricordo delle Tremiti inizia sempre da un porto. E quel porto si chiama Rodi Garganico.

E tu, Lucio, eri già lì, sulle Isole Tremiti. Nelle rocce scolpite dal vento, nel volo improvviso dei gabbiani, nelle case affacciate sull'infinito che avevi scelto per nascondere il cuore e ritrovare la musica. Forse è vero che il mare sa parlare agli uomini che ascoltano. Per questo allora continuavi a tornare. Per questo le tue canzoni hanno il sapore del vento e dell'acqua senza confini.

Nelle Tremiti ho cercato la tua voce. Non l'ho trovata. Ho trovato qualcosa di più. Un silenzio pieno di note. Un orizzonte senza fine. La certezza che certi luoghi non appartengono alla terra. Appartengono ai sogni.

E quando il sole è sceso dietro il Gargano, il mare ha cantato piano. Non "Caruso". Non "Anna e Marco". Non "L'anno che verrà". Una canzone più antica. Quella che conoscono soltanto le isole, i marinai e gli uomini che hanno amato davvero il mare. Forse, ma solo forse, erano le note di “Ma dove vanno i marinai”… 

LUCIO ALLE TREMITI

C'è un'isola
dove il mare conosceva il tuo nome,
Lucio.

Ti cercava all'alba
tra le rocce bianche di San Domino,
nelle grotte azzurre,
nei sentieri profumati di lentisco
e di salsedine.

Avevi scelto queste terre
come si sceglie un amore:

senza clamore,
ma per sempre.

Qui lasciavi che il tempo
si sciogliesse nell'acqua,
mentre il sole accendeva il blu
e il vento portava lontano
le note delle tue canzoni.

Forse nacque qui
quel tuo mare
così vasto da contenere la vita,
così profondo
da custodire la nostalgia.

Forse era qui
che ascoltavi Anna partire,
Caruso innamorarsi,
e il futuro arrivare
con l'anno che verrà.

Le Tremiti ti somigliano.

Sembrano leggere,
ma nascondono abissi.

Sembrano silenziose,
ma cantano.

Ancora oggi,
quando il traghetto si allontana
e l'isola diventa una linea d'orizzonte,

qualcuno giura
di sentire una voce
mescolarsi al vento.

Non viene dal cielo.

Viene dal mare.

E canta piano
tra le onde dell'Adriatico,

perché certi uomini
non se ne vanno davvero.

Restano dove hanno amato.

E tu, Lucio, sei rimasto qui,

tra una casa bianca,
un gabbiano in volo
e l'infinito blu
delle Tremiti.

https://www.notiziarioisoleolie.it/news/l-intervista-del-notiziario-alla-scrittrice-mariella-petrilli-

 

                                                                    

 

 

Categoria
turismo

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