Da Ravenna in linea Massimo Restuccia. I ricordi del passato. 'La liberazione di Siena'

di Massimo Ristuccia

3 luglio 1944, ricorre l'anniversario della liberazione di Siena. Ricordo anche di mio padre appartenente ai partigiani del Raggruppamento “Monte Amiata” settore di Siena.

Si giunse così al 3 luglio; le truppe francesi entrarono in città dalla parte sud-ovest (Porta San Marco) e trovarono i senesi nelle strade, in piazza del Campo e alla Croce del Travaglio ad accoglierli festanti. Ma al di là della stazione ferroviaria erano ancora presenti le retroguardie tedesche. 
Il fuoco dei cannoni tedeschi continua persistente ed una pattuglia di partigiani del Raggruppamento Amiata si lancia per snidare questi residui teutonici.  Al comando di un sottotenente si dirigono verso Vicobello.  Sono le ore 10, ma la villa è inavvicinabile poiché una reazione di fuoco imponente impedisce l’avanzata. Viene inviato allora un bersagliere per il servizio informazioni. I civili della zona circostante sono discordi sull’esposizione dei fatti: otto,  dodici, duecento tedeschi. Impossibilitati di andare avanti vengono chiesti i rinforzi e la pattuglia va ad attenderli a Porta Camollia. 

Il cannone tuona ancora, il caldo è soffocante. Alle 14 ecco l’ordine di attacco. Arrivano nuovi elementi italiani che si uniscono ai primi in collaborazione con una sezione francese.
Anche la relazione del S.Ten. Giovanni Ristuccia è illuminante sulle fasi della battaglia. L'ufficiale comandava la 3 compagnia, dove avevano prestato la loro opera anche il tenente Stagni e il S.ten. Mario Verdone. Scrive RISTUCCIA che, ricevuto l'ordine di impiego alle 10, arrivò sul posto un'ora dopo con un plotone di formazione. Appena apparsi, i patrioti furono accolti da fuoco micidiale, che li costrinse a ritirata. Il piccolo reparto si fermò e attese di essere raggiunto dal Fratagnoli con i suoi, mentre il comandante prendeva contatto con i francesi che distaccarono due sezioni di fanti. 

Sostanzialmente, il RISTUCCIA ricalca quanto disse il Fratagnoli sulla preparazione dell'operazione. Ma, alla sua relazione è allegato un biglietto che l'ufficiale inviò al comando di Siena, essendo rimasto, anche dopo le 21, con i soldati alleati. In esso si legge: Al Comandante del Raggruppamento “Amiata”. Il comandante francese ha appoggiato la nostra azione su Vicobello, avrebbe bisogno una ventina di uomini nostri entro questa sera. Io resto sul posto col reparto francese. Vi prego  farmi sapere qualche cosa in merito. Attendo ordini, S.TEN. RISTUCCIA Giovanni. N.B. I nostri uomini dovranno recarsi al comando francese che si trova al Borgo. La collaborazione, quindi, non finì con lo scontro, ma si protrasse ancora…”.

Categoria
cultura

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