Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'Le radio della liberazione dal fascismo'
di Carlo DìArrigo*
Le radio della liberazione dal fascismo
Dopo la caduta del fascismo del 25 luglio 1943, e l’armistizio dell’8 settembre, inizia la guerra di Liberazione. Civili e militari iniziano ad organizzarsi e a compiere azioni di guerriglia contro gli occupanti tedeschi. Le Radio ufficiali e quelle clandestine diventano i mezzi per comunicare messaggi in codice oltre le linee nemiche, anche per supportare l’avanzata degli Alleati. Il Comitato di Liberazione Nazionale favorisce la creazione, in tutta Italia, di moltissime reti segrete per il recupero di informazioni di carattere strategico, militare e politico, da trasmettere al movimento partigiano. Le onde radio percorrono strade immaginarie e diffondono la voce partigiana, riempiendo le case di coloro che hanno scelto di combattere il Nazifascismo. Suscitano emozioni e danno speranza, sentimenti che si traducono poi in azioni di resistenza quotidiana.
La caduta del fascismo del 25 luglio 1943, e il successivo armistizio dell’otto settembre, sono figli di una rete di comunicazioni, di cui difficilmente si parla, con cui partigiani e alleati coordinavano le loro azioni di guerriglia e opposizione al regime. Linee telegrafiche e telefoniche, là dove c’erano, erano state rese inefficienti. Peraltro, qualche fortunato che disponeva di un telefono non poteva usarlo perché era intercettato dalla Milizia fascista o dalla terribile Polizia tedesca delle SS. In questa drammatica realtà le radio ufficiali e quelle clandestine diventano i mezzi per comunicare messaggi in codice oltre le linee nemiche. I ricetrasmettitori usati dai partigiani erano apparecchi a onde corte, spesso paracadutati dagli Alleati e di derivazione militare.
Dal punto di vista pratico venivano nascosti nei doppi fondi di abitazioni o trasportati clandestinamente, talvolta smontati e celati nelle borse della spesa e montati in tempi rapidi per trasmissioni notturne. Questi dispositivi erano alimentati a batteria o tramite la rete elettrica dove ancora esistente. Operavano sulle onde corte e sfruttavano la propagazione ionosferica per coprire lunghe distanze. Avevano una potenza relativamente bassa per evitare i mezzi di localizzazione (radiogoniometri) usati dai nazifascisti. La trasmissione avveniva in codice Morse (telegrafia) e I testi erano cifrati utilizzando codici numerici o sistemi di cifratura monouso forniti dai comandi alleati. Le postazioni erano mobili e si trasmetteva per pochi minuti, cambiando continuamente ubicazione per evitare di essere individuati e catturati.
Un ruolo importante ebbe Radio Cora a Firenze e fu la principale e più efficiente stazione radio clandestina della Resistenza in Toscana, istituita a Firenze dal Partito d'Azione. A causa dell'intensa attività, la sede della Radio venne scoperta e assaltata dai nazifascisti nel giugno 1944. Molti membri furono arrestati, torturati e uccisi, ma il loro contributo fu determinante per coordinare gli aiuti e preparare l'insurrezione della città di toscana. E poi Radio Bari, emittente chiave della "zona libera" che iniziò a trasmettere proprio dopo l’otto settembre 1943 e Radio Libertà, unica emittente partigiana italiana con finalità rivolte direttamente al pubblico e non solo a scopi militari.
Anzi, proprio per informare gli Italiani sull’evolversi dell’attività di liberazione dal nazifascismo era nata Radio Londra che trasmetteva dagli storici Studi della BBC di Londra. La redazione di Radio Londra diventò famosa per la sua tempestività nel trasmettere informazioni nel mondo, con il suo tipico stile inglese, diretto e pragmatico. Nel Servizio Italiano si imponeva la carismatica figura del Colonnello Stevens che, grazie ai suoi commenti pacati e ragionevoli, trasmetteva serenità e speranza nel futuro. Stevens, in realtà Aldo Cassuto di origine Triestina, raccontava l’evolversi e le sconfitte della guerra dell’Asse contribuendo a dissolvere le bugie proclamate dal Regime. La liberazione non si avvalse, quindi, solo di fucili e bombe ma fece tesoro delle reti di informazioni che i valorosi partigiani e tanti cittadini di buon senso hanno profuso.
*Già docente di Fisica Univ. di Messina