Da Messina in linea Carlo D’Arrigo. 'Gli stupidi della politica'
di Carlo D'Arrigo
Gli stupidi della politica
I politicanti che affollano i talkshow parlano in modo ripetitivo, con discorsi standardizzati e rancorosi. Spesso incapaci di capire la ratio di quel che raccontano sono costretti a ricorrere all’insulto verso chi non la pensa come loro. Affetti da inguaribile imbecillità finiscono per offendere i possibili elettori che vorrebbero conquistare. La stupidità umana è una forza illimitata, irrazionale, e spesso inguaribile della natura. Einstein pensava che essa fosse più “incommensurabile dell’universo”. Si può dire che la stupidità nasca con Adamo ed Eva, che furono così stupidi da perdere il paradiso per una semplice mela. Gli stupidi sono dappertutto, in famiglia tra i vicini di casa e nel partito politico che amiamo.
E quindi, per la classe sinistrosa, appare giusto e utile approfittare della stupidità: tanto è stupido, non capisce. E il più delle volte ci si azzecca, avrebbe detto l’ex giudice Di Pietro. Ma attenzione non funziona sempre così, o meglio non tutti sono stupidi e, alla fine, si finisce per scoprire che la stupidità è di chi parla. L’atteggiamento di una parte della sinistra che considera intellettualmente inferiori gli elettori di destra è sotto gli occhi di tanti. Si ha sempre a che fare con “una sinistra alla moda”, rappresentativa di una élite alto borghese e di cittadini della Ztl, succube dei dogmi del globalismo, dell’ambientalismo e del politicamente corretto.
Tramontati i tempi dei signori della politica come Berlinguer, Almirante, De Gasperi, Nenni, Pertini e ancora i vecchi Marx e Gramsci, la sinistra di oggi disprezza e si rifiuta di proteggere i non allineati, la gran parte dei ceti popolari accusandoli di essere fascisti, razzisti, retrogradi, sessisti, nazionalisti, populisti. Chiaramente una sinistra così ottusa e antidemocratica diventa ripugnante proprio verso le persone cui si rivolgono, per far cambiare idea e partito. Francamente credo che gli stupidi alberghino proprio tra le file della sinistra, basta vedere certi personaggi che si presentano in televisione senza aver idea di cosa parlare. Non mi vergogno mostrare il mio centro-destrismo, convinto che se necessario posso anche odiarmi da solo.
*Già docente di Fisica Università di Messina