Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'Festa della Mamma, ricordiamo chi non può festeggiare'
di Carlo D'Arrigo
Festa della Mamma, ricordiamo chi non può festeggiare
Domenica 10 maggio è la Festa della Mamma, una ricorrenza che richiama grandi valori sociali. Le origini della festa affondano radici nel culto della fertilità dei riti greci e romani dedicati alle divinità madri. che simboleggiavano la rinascita della natura in primavera. Queste tradizioni, diffuse nell'antichità, celebravano la capacità generatrice femminile. Il legame materno è stato, e rimane, essenziale per lo sviluppo emotivo e cognitivo dei figli.
Festeggiare la Mamma significa riconoscere merito a chi ci ha introdotti nel mondo. Un semplice gesto, come una telefonata o una giornata passata insieme alla Mamma può avere più valore di qualsiasi regalo. Importante è trasformare il legame in un momento emozionante, capace di far sentire alla propria mamma l’affetto che, nel vivere veloci di tutti i giorni, si dà per scontato. Non posso non ricordare chi, quest’anno, non può abbracciare la propria Mamma.
Infatti quest’anno la Festa della Mamma si annuncia un momento di grande sofferenza per Catherine, la madre dei “Bimbi del bosco”. Catherine è separata dai suoi tre figli per la miope posizione di giudici asettici che, al calore umano e ai sentimenti, hanno sostituito una sinistrosa e folle logica woke. Per i Bimbi del bosco non sarà festa ma pianti e disperazione. Ma, si sa, questo al magistrato non interessa perché lui è autonomo e indipendente, e può sostituire affetto e sentimenti con l’articolo della Legge “vattelapesca”.
Si sa che la vita ci fa assistere a gioie e ad amarezze e domenica, chi può, abbracci forte la propria Mamma promettendole di volerLe un mondo di bene. Perché la di là di Lei non c’è nulla di più importante.
*Già docente Università di Messina