Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'Bimbi bosco'
di Carlo D'Arrigo*
Quando vince la menzogna
Sono fuori di me, imbestialito, per quanto sta accadendo ai tre Bambini “del bosco”. Al di là di ogni pseudo considerazione e di relazioni di consulenti di ufficio e di parte, non è normale che tre Creature siano strappate ai Genitori cui sono attribuite deficienze genitoriali fantasiose. Niente violenza, niente droghe ma solo serenità familiare. Oggi la valutazione la facciamo guardando in faccia i tre piccoli, sentendo le parole e i pensieri che hanno verso la mamma: i Bimbi sono disperati e vogliono tornare a casa. Questa è la verità, il resto son frottole da teleschermo o meglio da palazzo di giustizia. Innestare forzatamente giudizi e pregiudizi socio-scientifici è pretestuoso. I Bimbi devono tornare da mamma e papà.
Non è la prima volta che assistiamo a famiglie smembrate da giudici avanguardisti e woke. Non è vero che i Bimbi fossero trascurati. Sì, non frequentavano la scuola ma avevano l’istruzione parentale, alternativa legale alla Scuola pubblica tutelata dalla Costituzione agli articoli 30 e 34 che prevede l’esame di idoneità ogni anno. Sì, la loro vita era (e spero torni ad essere) bucolica, uno stile di vita serena legata alla natura e alla campagna. Niente luci viole di teleschermi proiettanti scene aggressive, niente racconti di omicidi e pseudo-politici che si azzannano. Niente telefonini. Ma come, diciamo sempre che i nostri Bimbi non devono usare il telefonino!? E invece no, adesso il telefonino è imposto da un tribunale come strumento per socializzare al passo con i tempi.
Come fa un giudice a stare sereno accanto ai suoi figli, sapendo che in una cosiddetta casa famiglia tre Bimbi gridano e si affannano a volere la propria Mamma. Una Consulente di Ufficio del Tribunale (C.T.U.) ha depositato una relazione di “duecento” pagine. Una relazione che, come hanno commentato sui social, si presenta logorroica e ripetitiva a insistere che i genitori mancano di capacità educativa. Un giudizio difficile da credere perché i bimbi sono arrivati alla loro età felici, nutriti e rispettosi degli altri e dei suoi simili. Peraltro, come hanno dichiarato i loro vicini di casa, i bimbi socializzavano e frequentavano altri coetanei. Ma la Consulente ha scritto 200 pagine! Rivolte a chi?
Al giudice no, perché, per esperienza, il giudice legge le conclusioni e raramente ha bisogno dei particolari. Le duecento pagine sono dirette a chi sente la televisione e legge i social. Le 200 pagine servono a impressionare e convincere chi non sa come vanno queste cose e ha bisogno di essere sorpreso dalle parole per convincersi di una azione sbagliata. Ma la consulenza non è una sola, ma tante. Tutte logorroiche e…inutili. Come dire, tanti giudizi convergenti per rovinare i Bambini. Chiaramente il prossimo passo sarà il definitivo allontanamento dei bimbi dalla loro famiglia. La cultura della sinistra woke ha vinto. L’adozione è dietro l’angolo. Vorrei interrogare i Bimbi quando avranno 18 anni è più, per capire come hanno vissuto il trauma. Oggi ci saranno ancora tanti pianti e tanta disperazione ma questo al magistrato non interessa. Lui è autonomo e indipendente. A norma di legge.
*Già docente Univ. di Messina