Da Messina Giuseppe Pracanica. Il porto di Tremestieri alias di san Patrizio

di Giuseppe Pracanica

Molti anni fa l’Assemblea Territoriale di Messina di CittadinanzAttiva, poneva a molti esperti del settore, sul porto di Tremestieri, tutta una serie di domande, la più importante delle quali riguardava la possibilità di realizzare il manufatto. Infatti il sito prescelto aveva davanti 550 miglia marine di mare aperto. 

Ed, inoltre, se in fase di progettazione dell’opera era stato valutato l’effetto della struttura sulla dinamica costiera e sui processi erosivi che ne sarebbero derivati e se era stata prevista anche un’opera di ripascimento dei tratti di litorale attigui all’opera.

Inoltre, poiché l’infrastruttura interferiva con lo sbocco di ben tre fiumare, dove era alto il rischio di eventi alluvionali, a causa della particolare conformazione geomorfologica ed esposizione come si pensava di intervenire su questi torrenti?

Se era stato valutato che nell’area del nuovo Porto , lungo l’imboccatura sud dello Stretto, le componenti di agitazione ondosa significativa avevano una direzione dominante di propagazione superiore a 140°. Le onde più significative, durante le mareggiate da scirocco e ostro, che generalmente provengono da S-SE e Sud, e raggiungevano un’altezza di circa 1/3 rispetto a quella che si riscontra in mare aperto. Tali componenti innescavano un significativo trasporto solido (detriti, sabbia) da Sud verso Nord che ogni volta, all’altezza dell’approdo di Tremestieri, veniva bloccato dalla diga foranea, causando il solito problema dell’insabbiamento ad ogni evento sciroccale. 

Purtroppo i continui interramenti non riescono a liberare la città dall’attraversamento dei TIR, da qui la necessità, da noi sempre sostenuta, di collegare le autostrade direttamente con il porto naturale, oggi facilmente realizzabile con il completamento della via Don Blasco.

Il prof. Giovanni Falsone ricordava che, investito dalla Prefettura, il suo Dipartimento aveva studiato il problema ed indicato delle soluzioni ma, da allora, di non essere stato mai più interpellato. L’ing. Vincenzo Franza, amministratore delegato della Caronte-Tourist, alla domanda di quanto si allunga la navigazione ha risposto: “La distanza nautica tra Tremestieri e Villa S. Giovanni è circa il doppio di quella tra Messina e Villa S. Giovanni, per cui il tempo di navigazione raddoppia.” Ciò comporta un aumento dei costi? “Certo”. Su chi ricadono tali aumenti? “Sui mezzi traghettati, e quindi sulle merci che entrano ed escono dalla nostra Isola. Si tratta di quasi 20 milioni di euro l’anno di maggiori oneri.” 

Con l’aggiornamento del listino si è verificato un ulteriore aumento di circa il 15 %. Non dimenticando che si ha, anche in mare, il doppio di inquinamento.

IL COORDINATORE

DOTT. ANTONINO QUARTARONE

Categoria
cronaca

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