Da Freiburg Germania in linea Michele Sequenzia 'Separazione delle carriere?'

di Michele Sequenzia

Caro Direttore, 
da molti mesi  , con la RAI prona al Governo,  servizievole ancella  del   governo Meloni , giorno dopo giorno,  
fanaticamente non smette di tormentarci, ci tratta come tanti " infanti", ci bombarda di appelli: " votate Si"
 ¨Votate la " separazione  delle carriere". Votate per il Bene del Paese ,votate Si. Guai a voi se non lo fate. 
Perchè tanta rabbiosa foga? Cosa vuol dire " separazione delle carriere della Magistratura" ?  
Si tratta di una semplice domanda a cui il 90 % degli italiani  da risposte opposte . 
Chi dice Si e chi No. Ma con quale criterio?  Chi ne capisce senza aver studiato? Il governo Meloni vuole ottenere   il Si, ha mobilitato tutte le sue forze,
al contrario molti italiani dicono No. 
Fin dagli albori degli ordinamenti giuridici si è avvertita l’esigenza di assicurare la terzietà e l’imparzialità del giudice. Guai al giudice " corrotto". 

Oggi è forse cambiato il diritto? 
Ciò risponde a una esigenza fondamentale : il giudice non  deve dar ragione, assolvere , mandare libero  chi  ha torto, 
non si può essere giudice di se stessi o essere  in un conflitto in cui si ha un" interesse", se si è corresponsabili, parte in caus
Al contrario, il governo non ritiene che i propri ministri siano responsabili, anzi .
Il governo vuole vincere, vuole il Si. Si è considerati terroristi se si pensa diversamente. Ti tolgono il pane ed  il lavoro.
Proibito alzare la testa. Taci! "Cittadino" tu devi votare SI
Tutta la materia mette in discussione  diversi articoli della nostra Costituzione. Si vogliono cancellare  gran parte dele difese costituzionali. 
Non credo sia un bene. Viene "castrato" lo spirito della stessa Carta.Addio libertà politica. Torniamo al fascismo. 
 Ci sono molti dubbi e molte domande. 
Mi chiedo: "La riforma serve a impedire che il giudice dia sempre ragione al pubblico ministero ,.... e torto all’avvocato difensore "? 
Mi domando:  "  Il cittadino ottiene o non ottiene  migliore giustizia? Oppure tutto resta come prima? 
"La riforma serve a far migliorare l'efficenza della giustizia ed i suoi costi ? O al contrario le cause costano salato e  continueranno all'infinito? 

Cesare Beccaria, scrive : «ogni atto di autorità di uomo a uomo che non derivi dall’assoluta necessità è tirannico».
Ma come funziona la giustizia? 
Alcuni dati : in Italia  ci sono solo 5,4 giudici ogni 100 mila abitanti,   mentre in Europa, come i Svizzera, Svezia e Portogallo  ce ne sono in media 18.
Stiamo male anche a Pubblici Ministeri. Ne abbiamo solo 3,9 ogni 100 mila abitanti.   La media europea ne registra almeno 11 su 100 mila abitanti. 
Domanda: quanto ci costa la "  Giustizia?  Oggi il suo costo è pari a 100 euro per cittadino. I cittadini italiani sono oltre 60 milioni, oltre 6000 risultano all'estero. 

Ergo la giustizia oggi ci costa oltre 6 miliardi di euro all'anno. Con quali risultati? E con la Riforma cosa succede? 
Come gli italiani  giudicano   il sistema giudiziario? Buono? Cattivo? Indifferente? 
Le carceri sono un altro capitolo assai doloroso, assai costoso, di cui si parla solo assai raramente.
Un Paese civile dovrebbe fare attenzione, cercare soluzioni, sanare le contraddizioni,  razionalizzare, cercare di non avere dei  cittadini  in carcere. Prevenire? Le cronache ci dicono il contrario. 
In Italia  manca è la sicurezza.  Manca la  buona giustizia. Manca l'onestà. Siamo travolti dagli scandali, che vengono rapidamente " messi a tacere".

Al cittadino non interessa la " separazione delle carriere", vuole uscire di casa , essere libero, e tornare sano e salvo. 
Invece tutto  va al contrario. Aumentano gli omicidi, le violenze, le uccisioni, i delitti, le donne restano senza protezione, sono sempre  sotto attacco. 
Si vive nel terrore.. Ovunque siamo in pericolo.  Il costo della giustizia è in crescita
Ma come ottengono giustizia gli italiani? Da quanto ne capisco, per esperienza, si fa molta fatica  ad ottenere " giustizia". Milioni di cittadini ne soffrono.
Nei tribunali si vivono ore di terrore. Di insicurezza.  Spesso  si deve  cercare, tra chi si conosce, si cercano  gli " appoggi", ci si affida al " Potente",  al " Padrino", una persona che ha delle conoscenze,
Ma questo è medioevo. Questa riforma aiuta il cittadino o lo relega alla perenne sudditanza? Quanti anni per ottenere giustizia? 
Una causa in Appello dura circa 2 anni. 
Una causa in Cassazione dura oltre 620 giiorni.
Una causa di Lavoro spesso dura oltre 3 anni.  

A quale velocità si  muove la Giustizia? Perchè tanti errori? Quanti sono gli errori giudiziari in Italia? 
L’associazione "Errorigiudiziari.com" da oltre 25 anni approfondisce il fenomeno: la sua ultima “fotografia” riguarda il 2023 ma cristallizza pure i dati dal 1991 ad oggi. 
Fino a dicembre 2023 i casi di " errore" sono stati 31.397: in media, poco più di 951 l’anno. Il tutto per una spesa complessiva dello Stato pesantissima, tra indennizzi e risarcimenti veri e propri: 960 milioni 781 mila euro, per una media di poco inferiore ai 29 milioni e 114 mila euro l’anno.
Dal 1992 al 31 dicembre 2023, si sono registrati 31.175 casi: vuol dire che, in media, si sono registrati oltre 974 " innocenti" come "criminali",   in custodia cautelare ogni anno. 
Gli errori dei Giudici ci costano circa 874 milioni e 500 mila euro in indennizzi, per una media di circa 27 milioni e 328 mila euro l’anno.

Dal 1992 al 31 dicembre 2023, si sono registrati 31.175 casi di ingiuste detenzioni: in media, oltre 974 " risultati"  innocenti tenuti illegalmente in custodia cautelare ogni anno.
Tutto senza criterio.  Il tutto per una spesa di circa 874 milioni e 500 mila euro in indennizzi, per una media di circa 27 milioni e 328 mila euro l’anno.: i casi di ingiusta detenzione sono stati 619, per una spesa complessiva in indennizzi di cui è stata disposta la liquidazione pari a 27 milioni 844 mila euro.
Errori giudiziari, processi mediatici e cortocircuiti istituzionali , scontri tra Procure,  correnti politiche che si affrontano, giudici sottoposti a giudizio, interferenze dei poteri occulti, avvelenando il processo, contribuiscono a creare un’insanabile distanza tra ciò che il diritto stabilisce in astratto e la sua concreta attuazione, determinando un crollo della fiducia dei cittadini  e della  stessa istituzione giudiziaria e, spesso, creando indicibili sofferenze per coloro che sono direttamente coinvolti da questi aberranti fenomeni ,non solo gli imputati, ma anche le persone offese e l'intero  popolo italiano, in nome del quale la Giustizia è " amministrata".

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