Da Freiburg-Germania in linea Michele Sequenzia 'Pane e Cipolla'

di Michele Sequenzia

Caro Direttore
Alan Marchesi ha perfettamente ragione, siamo entrati nel 2026, con la solita inerte confusione ci facciamo gli auguri, mentre  continuano le brutte notizie.
Arriva il freddo polare, si gela, in Tv baci e abbracci, a Sydney siamo in piena estate.
Inutilmente cerchiamo la ragione di cosa ci succede. Ci siamo svegliati tra nuovi bombardamenti, aggressioni, droni, missili,  e disastrosi incendi di  feste di inizio anno nuovo , dove tanti giovanotti e tante fanciulle in fiore hanno trovato una orribile morte.   

Mi sento strano tra tanta euforia e spaventoso dolore,  ai miei tempi si rimaneva in famiglia, Si stappava l’unica bottiglia di “spumante”, con i nonni ed i nipotini. Il nostro caro Presidente Sergio Mattarella, ci invita ad avere fiducia. Invita tutti noi a maggiore unione, ci stimola a reagire. Il sogno di una nuova Europa compatta e in pace, non si è concretizzato. Si moltiplicano i  poveri.Intere comunità sono senza terra. E non facciamo nulla.  Non abbiamo fiducia, non andiamo a votare. Ogni governo promette e non mantiene, tradisce, mente.
Sorrisi e strette di mano, ipocrisia e  diffidenza. Nuove tasse e crescita zero. 
Nessun dorma. Persino a  letto , le coppie non trovano accordi,  ci si rivolta , senza concludere. Non ci intendiamo. Mancano i nuovi nati. Addio alle “ baby sitter”,  siamo stanchi e stressati, non si vede il futuro. Manca la cultura, la voglia di fare, l’ interesse , la passione.

Tutti sperano nella “Intelligenza artificiale”. Comandano solo i Robots. 
Non ci saranno pensionati, cessata la cassa integrazione,  tantissimi giovani senza futuro. Si emigra.
    
L’appello di Alan Marchesi è lo stesso dei nostri padri e dei nostri nonni. Fate un passo alla volta. Non sprecate il denaro. Fate attenzione al risparmio. State attenti alle tante proposte.
Torino, con la Fiat,   era la Mecca per tutti i diseredati d’Italia.
Oggi si lavora quando è possibile, ma solo  a cottimo, una settimana, al mese.  Il salario sparisce come  un caffè amaro. 
Non ci sono più i nostri nonni che hanno  risparmiato fino alla fine,  facevano le feste con una fetta di pane e una cipolla.

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