Corleone, uccide la figlia disabile e si suicida: cosa dice la tragedia

Il dramma che in questi giorni ha scosso Corleone, dove una madre ha tolto la vita alla figlia autistica e poi a se stessa, ci lascia senza parole e con un dolore profondo. Non esistono frasi che possano davvero contenere una tragedia così grande, che attraversa il cuore di una famiglia e di un’intera comunità. 
Come Comunità Educativa ci stringiamo nel silenzio rispettoso accanto ai familiari e alla cittadinanza, evitando giudizi e semplificazioni. Sappiamo, per esperienza quotidiana accanto alle persone con disabilità e ai loro caregiver, quanto possano essere pesanti la solitudine, la stanchezza cronica, la paura del futuro, soprattutto quando viene a mancare un coniuge o un riferimento fondamentale della rete familiare. 

Questa tragedia ci richiama con forza all’urgenza del “Dopo di Noi”: non come slogan, ma come azione concreta, strutturata, continuativa. Nessun genitore dovrebbe sentirsi solo davanti alla domanda: «Che ne sarà di mio figlio o di mia figlia quando io non ci sarò più?» Il “Dopo di Noi” va costruito prima, insieme: servizi, istituzioni, terzo settore, associazioni, parrocchie, vicinato, comunità intera.
Chiediamo con fermezza che, a partire da storie come questa, si rafforzino e si rendano realmente accessibili:

* percorsi di sollievo e sostegno ai caregiver (supporto psicologico, aiuto domiciliare, centri diurni, comunità alloggio, progetti di vita indipendente);
* strumenti di progettazione personalizzata del futuro della persona con disabilità, condivisi con la famiglia e il territorio;
* reti di prossimità che non lascino nessuno chiuso in casa, schiacciato da un carico invisibile. 
Il nostro impegno quotidiano, oggi più che mai, è questo: non lasciare sole le famiglie, ascoltare i loro timori prima che diventino disperazione, lavorare perché ogni persona con disabilità possa avere un progetto di vita dignitoso, sostenibile, condiviso.
Se una mamma, un papà, un familiare si sente allo stremo, è fondamentale che sappia di poter chiedere aiuto: ai servizi del territorio, ai professionisti, alle associazioni, ai centri educativi e riabilitativi. 

Come Comunità Educativa rinnoviamo il nostro impegno a fare la nostra parte, a tessere reti, a promuovere una cultura in cui il “Dopo di Noi” non sia un pensiero solitario, ma un percorso condiviso.
????️ Per tutte le Lucie e le Giuseppine che non conosciamo, per tutte le famiglie che oggi vivono nel silenzio la stessa paura: come comunità vi dobbiamo molto di più che una semplice solidarietà a parole.

Comunità Educativa di Baida 

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