Cassazione (e non solo) e sentenze... Riforma Csm:

di Dario Ferrara

Riforma Csm: fascicolo performance per i magistrati. Un solo passaggio giudicante requirente

Le novità approvate alla Camera dopo la seduta-fiume in Commissione, testo in aula martedì 19: addio nomine a pacchetti per incarichi direttivi e alle porte girevoli. Sorteggio per formare i collegi

Fascicolo della performance per i magistrati. Più netta la separazione il lavoro di giudice e quello di pm: ammesso un solo passaggio in carriera fra funzione giudicante e requirente, con alcune eccezioni. Addio alle nomine a pacchetti per incarichi direttivi e alle porte girevoli per le toghe in politica. Sorteggio delle Corti d’appello per la formazione dei collegi elettorali nel voto per il Consiglio superiore della magistratura. Sono le novità approvate dalla commissione Giustizia della Camera alla riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario dopo una seduta fiume in notturna, frutto di una lunga mediazione politica: il testo approderà all’aula di Montecitorio martedì 19 aprile; la commissione presieduta da Mario Pierantoni (M5s) ha dato mandato ai relatori, Walter Verini (Pd) ed Eugenio Saitta (M5s), di riferire all’emiciclo.

Folder personale
È introdotto il fascicolo per la valutazione del magistrato, da tenere in considerazione anche in sede di attribuzione degli incarichi direttivi e semidirettivi, oltre che in sede di verifica della professionalità. Presso l’ufficio di appartenenza della toga si tiene un folder personale che conterrà per ogni anno di attività i dati statistici e la documentazione necessaria per valutare il complesso dell’attività svolta, compresa quella cautelare, sotto il profilo sia quantitativo sia qualitativo, la tempestività dell’adozione dei provvedimenti, la sussistenza di caratteri di grave anomalia in relazione all’esito degli atti e dei provvedimenti nelle successive fasi o nei gradi del procedimento e del giudizio e ogni altro elemento rilevante.

Passaggio unico
Veniamo alla separazione fra giudici e pm. La regola generale è che il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa può essere effettuato una sola volta nel corso della carriera entro dieci anni dalla prima assegnazione. Decorso tale periodo, il passaggio è consentito per una sola volta: da giudice a pm, a patto che l’interessato non abbia mai svolto funzioni giudicanti penali; da pm a giudice civile o del lavoro in ufficio giudiziario diviso in sezioni, a condizione che la toga non si trovi a svolgere funzioni giudicanti penali o miste, neanche in qualità di sostituto. Quanto al funzionamento dei consigli giudiziari, è esteso il ruolo dei componenti laici e risulta soprattutto consentito agli avvocati di esprimere un voto unitario sul magistrato in verifica (sul punto pende il referendum abrogativo).

Ordine cronologico
Cambiano anche le regole per l’assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi. Per evitare le nomine a pacchetto per gli incarichi direttivi, si seguirà l’ordine di vacanza, vale a dire l’ordine cronologico delle scoperture, salvo deroghe per gravi e giustificati motivi e ad eccezione dei posti di primo presidente e procuratore generale della Cassazione, che hanno natura prioritaria. Arrivano norme di trasparenza, sul sito intranet del Csm saranno pubblicati gli atti e i curriculum. Inoltre si prevede l’obbligo di audizione obbligatoria di non meno di tre candidati per il posto vacante.

Sistema misto
Per il Csm il sistema elettorale è misto, con elementi proporzionali e maggioritari. Non sono previste liste, ma candidature individuali. Serviranno almeno sei candidati in ogni collegio binominale, di cui almeno la metà del genere meno rappresentato. Nel passaggio in Commissione, dunque, il sorteggio dei distretti di Corte d’Appello risulta inserito per formare i collegi.

Senza ritorno
Addio porte girevoli con la politica. Scatta il divieto di esercitare contestualmente funzioni giurisdizionali e ricoprire incarichi elettivi e governativi, sia per cariche elettive nazionali e locali, sia per gli incarichi di governo nazionali, regionali e locali. A fine mandato le toghe che hanno ricoperto cariche elettive non possono più tornare a svolgere alcuna funzione giurisdizionale: i magistrati ordinari vengono collocati fuori ruolo. Chi si è candidato senza essere stato eletto non potrà tornare a lavorare nella regione per tre anni. Sarà ridotto il numero massimo di magistrati fuori ruolo.

Categoria
giudiziaria

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