'La Cucina dell'anonimato'. La replica di Rosa Oliva
di Rosa Oliva*
REPLICA ALLA "CUCINA" DELL’ANONIMATO
Abbiamo letto con un misto di tenerezza e sconcerto il maldestro tentativo di "satira" affidato a profili anonimi che, evidentemente, confondono la cosa pubblica con la gestione di una trattoria privata.A chi si nasconde dietro sigle di comodo per evitare il confronto, e a chi "ride" tra un blocco social e l'altro, è necessario spiegare alcune nozioni base di democrazia e gestione amministrativa, visto che la metafora del ristorante è tanto cara a chi non sa rispondere nel merito.Nella vostra storiella, la "signora" (la sottoscritta, che ci mette la faccia e la firma) si lamenta del menù. Peccato che, in democrazia, il "ristorante" sia di proprietà dei cittadini e i "camerieri" (gli amministratori) siano pagati con i soldi di chi siede al tavolo.
Se il menù prevede circa il 60 % dell'importo del finanziamento in beni immateriali ad esempio videogiochi da 42.500 euro e influencer tour da 13.500 euro mentre fuori dal locale i sentieri reali — quelli su cui camminano turisti e residenti — cadono a pezzi, il cliente non ha solo il diritto, ma il dovere di chiedere conto di come vengono spesi i propri soldi.L'interrogativo finale del vostro post, condito da quel raffinato tocco di volgarità, descrive perfettamente il vostro spessore culturale."Chista" è la Presidente di una Pro Loco che, insieme a tanti cittadini , si “sporca le mani” per sopperire alle vostre assenze. "Chista" è una cittadina che chiede trasparenza su 440.000 euro di fondi pubblici.Il fatto che non sappiate chi avete di fronte dimostra quanto siate distanti dalla realtà del territorio che pretendete di amministrare (o difendere nell’ombra).
È curioso notare come questi campioni dell’ironia siano gli stessi che bloccano sistematicamente chiunque osi porre domande scomode.(ciò accade nel gruppo Fb di Rinascita Eoliana - Sindaco Gullo e in quello di Lipari Live, senza contare che consiglieri comunali, addirittura il capogruppo di Rinascita Eoliana adottano questo metodo sistematicamente nei confronti di chi ripetutamente chiede il rispetto del diritto di informazione, nel sito del Comune di Lipari, per esempio, non è consentito nessun commento, cosa davvero singolare Un’amministrazione (e i suoi seguaci) che ha paura di un commento su Facebook e che si rifugia nel blocco o nell’anonimato non è un’amministrazione: è un circolo privato allergico al dissenso.
La nostra posizione resta ferma: Ridete pure, se questo vi aiuta a nascondere l'imbarazzo di non sapere come giustificare migliaia di euro spesi in "beni immateriali" mentre il territorio Unesco soffre . Noi continueremo a guardare le carte, a chiedere conto di ogni singolo euro e a pretendere che Stromboli non sia solo un logo da usare per intercettare finanziamenti, ma un territorio da rispettare. Cara/o “Lipari Live” sei il frutto del nulla ed il simbolo della codardia
*Presidente Pro Loco Amo Stromboli APS