Traversata oceanica in solitaria dalla Francia al Brasile: il sogno di una vita di Davide Foti

 La sfida della Mini Transat, una traversata oceanica in solitaria dalla Francia al Brasile, con partenza da La Rochelle e arrivo a Salvador de Bahia, passando per l’Equatore. Il sogno di una vita di Davide Foti prenderà forma nel settembre 2027, quando il velista del Circolo della Vela Sicilia si prepara a diventare il primo siciliano a compiere questa impresa.

Tra i sostenitori del progetto anche il MuMa – Museo del Mare di Milazzo, fondato e diretto da Carmelo Isgrò, che venerdì 6 novembre 2026, durante l’incontro Rotta per l’Atlantico, ospitato all’interno del Castello di Milazzo, ha ufficialmente nominato Davide Foti Ambassador del Museo.

Una sfida sportiva che assume anche un significato sociale e ambientale: promuovere la conoscenza e il rispetto del mare, attraverso un’impresa capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e cittadini. Una rete di persone unite attorno a un sogno e alla volontà di trasformarlo in realtà.

“Davide Foti ha bisogno del sostegno di tutti noi – sottolinea Carmelo Isgrò –. È stata avviata una raccolta di crowdfunding senza scopo di lucro, con il solo obiettivo di aiutarlo a realizzare questa impresa”.

Davide Foti, il sogno dell’Atlantico in solitaria: da Milazzo una rete per sostenere l’impresa - Be Sicily Mag - FOTI ISGRo
La rete simbolica del MuMa
Un’immagine che diventa il filo conduttore dell’iniziativa: fare rete. La stessa rete che ha causato la morte del capodoglio Siso, divenuto simbolo dell’impegno del MuMa per la tutela dell’ambiente marino, assume oggi un significato diverso. Non più uno strumento di morte, ma il simbolo di una comunità che si unisce per sostenere un progetto ambizioso, tanto affascinante quanto difficile. La traversata infatti porta con sé un messaggio: il mare non è soltanto uno spazio da attraversare o una sfida da conquistare, ma un patrimonio da conoscere, rispettare e proteggere.

Davide Foti affronterà l’Atlantico in solitaria, a bordo di Sikania, un’imbarcazione a vela della Classe Mini 6.50, lunga appena sei metri e mezzo. Per settimane il suo mondo sarà racchiuso in pochi metri quadrati, con contatti limitati con la terraferma e ritmi scanditi dalle condizioni meteorologiche, dalle esigenze della navigazione e dalla necessità di preservare le proprie energie.
Una prova di resistenza fisica e psicologica, nella quale anche le azioni più semplici, come mangiare e dormire, richiederanno un’attenta pianificazione. «Durante la traversata non potrò permettermi di dormire per diverse ore consecutive – specifica Davide Foti. – Dovrò abituarmi a riposare per intervalli molto brevi, anche di venti minuti, approfittando dei momenti in cui le condizioni del mare lo consentiranno. La difficoltà sarà riuscire a recuperare le energie senza perdere il controllo della navigazione».

Anche l’alimentazione dovrà essere programmata con attenzione. “A bordo avrò a disposizione spazi e risorse limitate, quindi dovrò scegliere cibi pratici da conservare e preparare, ma capaci di garantirmi l’energia necessaria. In mare anche mangiare diventa parte della preparazione fisica e mentale”.
L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo della vela e delle realtà impegnate nella promozione della cultura del mare. A dialogare con Davide Foti sono stati Agostino Randazzo, presidente del Circolo della Vela Sicilia, Alberto Bonaccorsi, Francesco Fulci, Francesco Iannucci e Carmelo Isgrò, soci della Lega Navale Italiana – Sezione di Milazzo.

La conversazione ha offerto l’occasione per conoscere anche l’uomo oltre l’atleta. I relatori hanno ricordato alcuni episodi della vita di Davide, il rapporto con la famiglia, il carattere impetuoso e quella determinazione che lo ha spinto a inseguire i propri obiettivi, affrontando sacrifici e rinunce. Ne è emerso il ritratto di uno sportivo per il quale la passione si accompagna a valori quali impegno, responsabilità e perseveranza.

Ma dietro un’impresa da affrontare in solitaria si nasconde anche un importante lavoro collettivo. Sono numerose, infatti, le persone che stanno contribuendo alla preparazione e alla realizzazione del progetto. Una squadra che continuerà a sostenerlo anche quando, in mezzo all’Atlantico, Davide potrà contare soltanto sulle proprie capacità.

Tra gli argomenti affrontati anche la sostenibilità ambientale, legata a una navigazione affidata alla forza del vento, su un’imbarcazione priva di motore. Forte l’interesse del pubblico, che ha partecipato attivamente all’incontro rivolgendo numerose domande al velista, incuriosito soprattutto dagli aspetti tecnici della traversata e dalle difficoltà fisiche e psicologiche di un’esperienza così estrema.

La traversata oceanica offrirà anche un’opportunità per approfondire la conoscenza degli ecosistemi marini. Il MuMa installerà a bordo di Sikania apposite strumentazioni scientifiche che consentiranno di effettuare rilevazioni e raccogliere dati sulle condizioni dell’oceano durante la navigazione. Le informazioni acquisite potranno contribuire allo studio dei cambiamenti che interessano l’ambiente marino, trasformando la regata in un’occasione di osservazione e ricerca scientifica.

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sport

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