Rubricata Religiosa a cura di Monsignor Gaetano Sardella 'Tempo d'Avvento, tempo di strade'

di Gaetano Sardella

Tenetevi pronti perché viene! E' un fatto: viene. Pronti non per proteggersi da un ladro, ma per non mancare l'appuntamento con un Dio viaggiatore. Attenti alle sue orme nella polvere, al sussurro nel vento, a chi bussa alla porta: sono io la meta del suo viaggio.

Tempo d'Avvento, tempo di strade, di profeti, di madri in attesa. Tempo per vivere con attenzione, perché questo mondo è una realtà germinante e porta un altro mondo nel grembo.

Avvento annuncia che Dio presiede ad ogni nascita, che interviene nella storia non con le gesta dei potenti ma con il miracolo umile e strepitoso della vita, con la danza di un grembo, in cui lievita il pane di un uomo nuovo. Dio è colui he invece di porre la scure alla radice dell'albero, inventa cure per ogni germoglio, per ogni “hinnon” (Salmo 72,17), simbolo di Dio stesso.

Avvento non è attendere la nascita di Gesù, lui è già nato, ma attendere che Dio nasca in me, affinché io possa nascere in Dio. Desiderarlo, come i “desiderantes”, quei soldati romani che, riferisce Giulio Cesare, attendevano sotto le stelle i compagni non ancora rientrati all'accampamento, dopo la battaglia.

Desiderio e attesa del Dio che viene nel tempo delle stelle, in silenzio, a rendere più breve la notte; ladro che non ruba niente e dona tutto, sempre straniero in un mondo e un cuore distratti.

Al tempo di Noè gli uomini mangiavano e bevevano, e “non si accorsero di nulla”, non si accorsero che quel mondo era finito. Non facevano nulla di male, la loro era la vita semplice, un semplicemente vivere e rispondere alla comune domanda di felicità. Infatti Gesù non denuncia ingiustizie, cattiverie o vizi; descrive una esistenza fatta solo di quotidiano, senza rivelazione e senza profezia. I giorni di Noè sono i nostri, quando dimentichiamo di alzare lo sguardo, oltre e in alto, e ci accontentiamo di grandi bocconi di terra.

Due uomini saranno nel campo, due donne macineranno alla mola, uno sarà preso e uno lasciato: il Vangelo non parla della fine della vita, ma della profondità della vita. Non dell'angelo della morte, ma di due modi diversi di abitare la vita. Uno vive in modo adulto, uno infantile. Uno ponendosi domande, aprendo le finestre ai grandi venti della storia; uno invece muore lentamente, affondando nella propria superficialità. Uno vive sull'orlo dell'infinito, uno dentro il perimetro breve della sua pelle.

Il primo è pronto all'incontro con il Signore; l'altro non si accorge di nulla.

Tenetevi pronti perché viene! E' un fatto: viene. Pronti allora non per proteggersi da un ladro, ma per non mancare l'appuntamento con un Dio viaggiatore infaticato dei secoli e dei giorni, viaggiatore del cuore profondo. Dio cammina a piedi (Gandhi) e non sui carri dei vincitori; nella polvere delle nostre strade e non per sentieri dorati.

Avvento è il tempo per riprendere a vivere con attenzione: attenti al Signore e ai suoi richiami nell'intimo, nel gemito e nel giubilo della storia e del creato. Attenti alle sue orme nella polvere, al sussurro nel vento, a chi bussa alla porta: sono io la meta del suo viaggio.

Categoria
religione

Articoli correlati

21 agosto 2026

Lipari, domenica dopo 100 anni ritorna il prezioso Vascelluzzo di Messina PHOTO GALLERY

Don Bartolo Saltalmacchia “Quest’anno la festa di San Bartolomeo sarà arricchita dalla celebrazione di un anniversario assai significativo per le nostre Isole'

21 agosto 2026

Lipari, per San Bartolomeo il messaggio dell'Arcivescovo Giovanni Accolla

Ed il programma Religioso... Festa anche al Monte...

16 agosto 2026

Lipari, nel cuore dell’estate la Chiesa celebra la solennità dell’Assunta di Peppino Mirabito

'Questa foto di qualche anno fa, ci consegna proprio questo messaggio...'

16 agosto 2026
12 agosto 2026

Malfa, accolto il Cardinale Baldassare Reina PHOTO GALLERY

Ha presenziato Don Peppino Mirabito...