Rubrica Religiosa a cura di Don Gaetano Sardella 'Il desiderio di Dio'

di Gaetano Sardella

TU SEI IL DESIDERIO DI DIO
Il Vangelo ricorda
e racconta il piacere
del credere,
il piacere della fede
provato dai discepoli
in quei giorni
del loro libero andare.

Cristo come festa,
fariseismo come penitenza.
Religione di persone,
splendore d’incontri,
e religione di leggi
e di sospetti.

Alternativa antica
quanto Adamo.

La fede non è un dovere,
ma il sereno godimento
del giardino della vita.

Mia sposa è la vita.
E i sensi sono divine tastiere (Turoldo)
suonate da un Dio
che mi parla
anche attraverso
il mio sentire.

È il Dio
“sensibile al cuore” di Pascal,
che nel giorno del giudizio,
secondo una tradizione ebraica,
chiederà a ciascuno:
perché non hai goduto
di tutte le cose belle
che ho creato per te?

Perché non sei stato felice
con le mie cose buone?

“Ti attirerò a me.
ti farò mia sposa
per sempre,
dice il profeta Osea,
parlerò al tuo cuore”.

Anzi: ti parlerò sul cuore.
«Molti parlano;
pochi parlano al cuore;
uno solo ti parla sul cuore,
il Dio innamorato»
(L. Pozzoli).
Tu sei il desiderio di Dio.
Trono, anfora,
pagina di Dio
è il tuo cuore.

E senti come un abbraccio,
prossimità assoluta,
la stretta infaticata
di Uno che di te
non è stanco.

Allora conoscerai
il tuo Signore,
dice Osea:
è uno sposo,
con la carica emozionale,
di entusiasmo,
di desiderio,
carnale quasi, che evoca.

Sposo e sposa sono
parole che da sole
non vivono,
hanno bisogno l’una dell’altra.

Io ho bisogno di Dio,
ma Dio ha bisogno di me.
Lui ha ancora più sete.
Dio è l’altra parte dell’uomo,
l’uomo è l’altra parte di Dio.

Sposo: definizione di Gesù
di una profondità
mai sospettata prima.

Ma poi vengono giorni
in cui lo sposo è tolto,
l’amore è esiliato,
l’uomo è per l’uomo Caino.
Sono i nostri giorni.

E non c’è luna di miele
in cui restare,
devo proclamare che
la vita è in pericolo,
che la terra è minacciata,
che sono giorni
senza amore,
desideri senza Sposo.

Ma anche che
un altro mondo è possibile.
La terra veste abiti
da guerra,
un vestito troppo vecchio
ormai e senza futuro,
che si sogna forte
ed è logoro.

Dai suoi strappi
traspare solo la notte.
E la morte.
Ma un altro vestito
è possibile,
un altro cuore,
un’altra umanità.

Forse abbiamo versato
vino nuovo in otri vecchi,
rattoppato un cuore d’uomo troppo lacerato,
uno straccio di cuore,
cui siamo rimasti
inutilmente attaccati.

E abbiamo sciupato
e rovinato il vangelo,
come vino perduto.

Altra strada non c’è che
quella di un cuore nuovo.

E verrà se insisto a cercare,
ad ascoltare Uno
che mi parli sul cuore.
Verrà, se insisto
ad amarlo.

Verrà, perché il cuore
si trasforma
in ciò che ama.

Verrà se prenderò il Vangelo come mio abito,
se indosserò le beatitudini,
se comporrò
le mie parabole di vita,
con il cuore di Cristo,
con le mani.

Categoria
religione

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