Panarea. De Humana Intelligentia Administratorum

Di Marcello Acunto 

Panarea. Panarea. De Humana Intelligentia Administratorum

Ci fu un tempo in cui “mio Compare Salvatore” decise di darci un bellissimo habitat naturale, cosa che non aveva fatto quasi con nessuno, e, in men che non si dica, ci regalò Panarea. Poi prese alcuni isolotti, un paio di grossi scogli e li dispose “sapientemente” intorno a Panarea. Le tre foto mostrano la banchina e la zona della “movida” poco dopo la “realizzazione” e in un momento più vicino ai giorni nostri.

Due scogli enormi li posizionò in fondo al mare, a ovest della Punta Peppemaria e disse: -“Carusi, questi grossi scogli, sono essenziali, si chiamano ‘Scuoggiu a Sicca’, staranno a pelo d’acqua quando c’è l’alta marea (a china) e fuori dall’acqua per 70 centimetri quannu c’è a sicca (bassa marea). Faciti attenzioni perché vi difenderanno dai fortunali invernali quindi, mi raccomando, non rompete gli scoglioni.

Ora si è sempre saputo che a Panarea quando fischia la tramontana, o che il mare grosso venga da Greco e Tramontana o da greco e levante, c’è da tremare. Il mare continuò a riempire quella parte di costa con grossi macigni, i pescatori ricavavano i siti per l’alloggiamento dei “vuzzi” (gozzi) e, nonostante ciò, a volte, specialmente nei mesi invernali più brutti, occorreva ricorrere ai ripari trasportando i “vuzzi” nella parte più alta del Torrente Lani.

Continuò ad essere sera e mattino come al solito finché cominciarono a far capolino i grandi scienziati che popolano gli angusti anfratti degli edifici di comando.

Dopo lampi di Genio e studi profondi decisero di arricchire gli operatori turistici locali, e non solo, realizzando alcune opere valide ed altre meno se non addirittura distruttive. Così, per costruire strade, molo, lungomare e muraglione di contenimento della strada si utilizzò tutta la liparite. La pietra non bastava mai e i pescatori furono sfrattati. Nel frattempo aumentavano i barcaioli ai quali davano fastidio i due scoglioni dell’alta e bassa marea, all’impresa costruttrice occorreva dell’altra pietra per cui i soliti scienziati presero l’orribile decisione di “sfrantumare” anche i due scoglioni di “mio Compare Salvatore”.

Da quel giorno non fu più sera e mattina come prima. Le ultime punizioni sono state inflitte nei mesi di Gennaio e Febbraio 2026, perché, come tutti sappiamo, Vulcano, Eolo e Nettuno, protettori di Panarea, si incazzano.

Tutto ciò sia di monito per i lavori che i soliti emeriti scienziati vorrebbero eseguire nell’incontaminata vallata di zona Urio per quattro sesterzi.

Vi chiediamo di cambiare idea e di non andare a rompere anche gli immacolati scoglioni di Urio.

N.B.: “…nel libro di Madre Natura c’era scritto ‘Non Rompete gli scoglioni !’ ma il politico è analfabeta!...”

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