Milazzo, operazione anti droga dei carabinieri con 33 indagati. I nomi
Sono 33 gli indagati dalla Procura di Barcellona per il giro di droga tra Milazzo e le isole Eolie, con rifornimenti a Messina. Il giudice per le indagini preliminari Salvatore Pogliese ha autorizzato però soltanto 17 arresti.
Carmelo Benenati, Luigi Crescenti, Giuseppe Murabito, Antonino Gitto, Alessio Chillari, Simone Serifovik, Orlando Mento, Vincenzo Rodriguez, Davide Emanuele, Emanuela Sofia Francesca Alaqua, Luigia Eni, Tonino Biondo, Tommaso Costantino, Alex Rebecca Staiti, Simona Costa, Alessio Denaro. La Procura aveva chiesto l’arresto di altre 7 persone, arresto negato dal Gip di Barcellona per mancanza delle esigenze cautelari.
Agli altri il giudice contesta una lunga serie di cessioni di droga e gli acquisti, commessi soprattutto nel 2023 e scoperti dai carabinieri che hanno rivelato come i pusher continuassero a smerciare lo stupefacente dai balconi ricevendo i pagamenti nella cassetta della posta. Un espediente che non ha però ingannato gli investigatori della Procura di Barcellona e della Direzione distrettuale antimafia di Messina.
Crack, cocaina ma anche hashish le sostanze che il gruppo acquistava principalmente a Messina, dai trafficanti del quartiere di Gazzi, per poi smerciarla in diverse piazze della provincia tirrenica, da Milazzo all’isola di Vulcano, ma anche Merì e San Filippo del Mela, alle porte della città del Capo. Gli spacciatori utilizzavano un sistema di staffette per trasportare la droga.
L’inchiesta dei Carabinieri è partita nel febbraio 2023 dopo il blitz dei militari a casa di Murabito detto “il liparoto”, a San Filippo del Mela, dove è stato trovato materiale utilizzato per lo spaccio. Tenendolo sott’occhio, in particolare grazie ad una telecamera spia piazzata a Corriolo, gli investigatori hanno ricostruito il continuo via vai di consumatori di stupefacenti dall’abitazione ma anche i movimenti dello spacciatore, ricostruendo i suoi contatti e i fornitori.
---In data odierna, in varie località della provincia di Messina, i Carabinieri della
Compagnia di Milazzo hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in
carcere emessa, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, dal
G.I.P. del Tribunale di Messina, nei confronti di 17 persone, per i reati di
"associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti",
"plurimi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti", "minaccia"
e detenzione e porto di armi comuni da sparo.
Alle operazioni volte alla esecuzione della ordinanza cautelare hanno
partecipato un centinaio di militari dell'Arma, con il supporto di un velivolo del
12° Nucleo Elicotteri di Catania e dei Carabinieri dello Squadrone Eliportato
Cacciatori "Sicilia", nonché delle unità cinofile per la ricerca di stupefacenti e
armi provenienti dai Nuclei Cinofili di Pedara (CT) e Villagrazia di Carini (PA).
Il provvedimento restrittivo riflette il grave compendio indiziario, raccolto nel
corso delle indagini, avviate nel 2023 dalla Procura della Repubblica di
Barcellona Pozzo di Gotto, nell'ambito di un procedimento, inizialmente,
instaurato su alcuni episodi di cessione di droghe, poi trasmesso, per
competenza funzionale, alla Procura Distrettuale di Messina.
Le articolate attività investigative, supportate da intercettazioni e da numerosi
servizi di osservazione e pedinamento, sono state svolte dalla Compagnia di
Milazzo, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e si sono
concretizzate, inoltre, nell'arresto, apparentemente occasionale, in flagranza
del reato di cessione di droga, di otto persone, nonché nel sequestro, in varie
occasioni, di circa V2 Kg di stupefacenti e di svariati telefoni cellulari, utilizzati
dagli indagati, fonti di prova a riscontro delle frenetiche attività di spaccio.
Esse hanno disvelato, dunque, l'esistenza e l'operatività di un gruppo
criminale, connotato da stabile organizzazione con articolata ripartizione di
compiti, dedito al traffico ed alla cessione di hashish, cocaina e crack,
sviluppato tra il capoluogo peloritano e la costa tirrenica, interessando l'area
compresa tra i Comuni di Milazzo, San Filippo del Mela, Merì, Barcellona Pozzo
di Gotto e l'isola di Vulcano.
È stato, pertanto, raccolto un grave quadro indiziario, innanzitutto, a carico
dei due soggetti, allo stato, ritenuti promotori del sodalizio, dirigendo, essi,
tutte le operazioni di approvvigionamento dello stupefacente
(prevalentemente nel quartiere messinese di "Gazzi"), il cui successivo
smistamento nei predetti centri urbani era assicurato da corrieri e staffette,
adusi alle strategie più svariate per eludere gli eventuali controlli delle Forze
di polizia, come acclarato, in occasione del trasporto degli stupefacenti tra
Milazzo e Messina, allorquando i corrieri, talvolta, sono rimasti appiedati in
prossimità del transito dai caselli autostradali, proprio al fine di eludere
eventuali controlli. Allo stesso scopo era orientato anche l'impiego di un
linguaggio criptico (ad esempio, chiamando la droga "caramelle", "pietra",
"torta al cioccolato" o "quattro formaggi"), nonché il ricorso alle applicazioni
di messaggistica istantanea, evidentemente, ritenute più difficili da
intercettare.
Il ruolo di elevata caratura criminale dei due elementi di vertice
dell'associazione è stato ricostruito, essendo emerso, dalle complesse
investigazioni, il loro potere di dirigere e coordinare tutte le fasi dell'attività
illecita, dalla fissazione del prezzo di vendita degli stupefacenti alla risoluzione
di varie difficoltà operative -quelle logistiche, quelle afferenti alla gestione
dei rapporti con i clienti- fino al compimento di atti intimidatori, con l'uso di
armi, per garantirsi la puntuale esecuzione degli ordini impartiti.
In tale quadro, le citate condotte illecite venivano, poi, compiute avvalendosi
della stabile collaborazione degli altri 15 destinatari del provvedimento
restrittivo, ciascuno, con un ruolo ben preciso nell'ambito dell'organizzazione,
tanto da riuscire a esprimere un giro d'affari fino a 1.000€ al giorno.
È emerso altresì che gli indagati, al fine di scongiurare il rischio di essere
scoperti dalle forze di polizia in occasione della vendita delle dosi di droga,
avessero adottato modalità di cessione "a distanza", consistite nel lancio delle
dosi di droga dai balconi agli acquirenti, i quali provvedevano alla successiva
corresponsione del prezzo, mediante deposito della relativa somma di denaro
nelle cassette postali, cosi da permettere l'attività illecita, anche agli
spacciatori sottoposti agli arresti domiciliari.
In tale quadro, è stato, poi, individuato anche un soggetto di Torregrotta (ME)
che intratteneva rapporti diretti con i fornitori messinesi per l'acquisto della
droga e assicurava al sodalizio supporto logistico, mettendo a disposizione la
sua officina e uno stabile sito in zona rurale.
Infine, il compendio indiziario ha consentito di disvelare altri rilevanti profili di
rilievo a carico di taluni indagati, tra cui:
la partecipazione attiva di 5 donne, legate da rapporto affettivo ad alcuni
fra gli indagati, anch'esse destinatarie del provvedimento restrittivo, le
quali -oltre che preparare e smerciare le dosi di stupefacente assicuravano le forniture, talvolta, in assenza dei loro compagni, compivano manovre evasive per occultare gli stupefacenti in occasione di controlli di
polizia e gestivano alcune comunicazioni nell'ambito del gruppo criminale;
il reimpiego dei proventi dello spaccio per il sostentamento dei congiunti
detenuti, alcuni dei quali utilizzavano telefoni cellulari, nonostante lo stato
di detenzione in carcere;
LA VICENDA DI VULCANO
la capacità del gruppo criminale di continuare a operare, nonostante i
reiterati arresti e sequestri di stupefacenti, eseguiti dai Carabinieri;
- lo smercio di stupefacenti anche sull'isola di Vulcano, appannaggio di un
indagato che -nel giro di pochi mesi- si è rifornito di sostanze per cа.
15.000€, gestendo sull'isola un consistente volume d'affari, grazie al
notevole afflusso turistico del periodo estivo.
"Quanto sopra, ai fini dell'esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente
garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati, che -in considerazione
dell'attuale fase delle indagini preliminari- sono da presumersi innocenti fino
alla sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e con la precisazione
che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese, davanti
al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova
dell'assenza di ogni forma di responsabilità in capo ai medesimi indagati".
---I Carabinieri della Compagnia di Milazzo stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 17 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti”, “detenzione ai fini di spacciodi sostanze stupefacenti”, “minaccia”, violazione delle disposizioni per ilcontrollo delle armi, aggravati dalla partecipazione al sodalizio di più di 10 persone.
L’indagine ha documentato l’operatività di un gruppo criminale dedito al traffico di hashish, cocaina e crack, sviluppato tra il capoluogo peloritano e la costa tirrenica, interessando |’area compresa tra i Comuni di Milazzo, San Filippo del Mela, Merì, Barcellona Pozzo di Gotto e l’isola di Vulcano.
---Milazzo, operazione anti droga dei carabinieri con 17 arresti
Coinvolti diversi Comuni del messinese e anche l'Isola di Vulcano... I particolari nell'allegato che segue e riguarda il primo lancio della notizia. Seguirà in mattinata conferenza stampa con tutti i particolari.
NOTIZIARIOISOLEOLIE.IT
“53ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI PER DROGA E DEFERITA LA SUA COMPAGNA, 47ENNE”
A Milazzo, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato in flagranza un 53enne del luogo, già noto alle Forze dell’ordine, ritenuto responsabile di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
In particolare, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio, i Carabinieri hanno notato un uomo e una donna mentre si accingevano a entrare in un’abitazione.
Nella circostanza, l’uomo - dopo aver avvertito la presenza dei militari - si è chiuso repentinamente in casa, cercando di eludere un eventuale controllo.
A quel punto i militari, con l’aiuto della compagna del 53enne, sono entrati in casa e hanno eseguito una perquisizione personale e domiciliare, rinvenendo e sequestrando 50 grammi di crack e 3,5 grammi di cocaina, nonché materiale utilizzato per il confezionamento delle sostanze e una somma di 395 euro, ritenuta verosimilmente provento dell’attività illecita.
Al termine delle attività, l’uomo è stato quindi dichiarato in stato di arresto e trattenuto presso il suo domicilio agli arresti domiciliari, rimanendo a disposizione dell’Autorità giudiziaria per il rito direttissimo, mentre la compagna è stata deferita in stato di libertà per il concorso nel medesimo reato.
I Carabinieri della Compagnia di Milazzo proseguono nelle iniziative di contrasto ai fenomeni connessi con le sostanze stupefacenti, adottate di concerto con la locale Procura della Repubblica - guidata dal Procuratore Capo, dott. Giuseppe VERZERA - con l’intento di esercitare un’incisiva azione preventiva e repressiva su tutto il territorio di competenza.