Lipari, 'no ai rincari dell'acqua'. Lo ha deciso l'Ati diretta dall'ex segretario Giuseppe Torre Le reazioni

“No agli aumenti delle tariffe idriche”. Lo ha comunicato l’Assemblea Territoriale (Ati) di Messina al Comune di Lipari. La giunta Gullo aveva decretato un aumento del 5% e del 4,5% successivamente approvato dalla maggioranza consiliare e contestato dal gruppo d’opposizione. 

La nota firmata dal direttore generale Giuseppe Torre fa riferimento agli anni 2024-2025 ed evidenzia un “vizio sostanziale dell’iter amministrativo seguito a livello comunale”. 

La giunta Gullo aveva previsto il rincaro “facendo riferimento a una determinazione regolatoria” che però l’autorità d’ambito aveva già revocato oltre un mese prima della delibera consiliare. Un particolare che per l’avvocato Torre direttore dell’Ati è stato determinante per l’annullamento dei rincari.

LE REAZIONI

di Gaetano Orto Cristina Dante Lucy Iacono Adolfo Sabatini Raffaele Rifici Angelo Portelli Giorgia Santamaria*

Al Sindaco del Comune di Lipari Al Responsabile del Servizio Idrico Integrato Al Dirigente ad interim del IV Settore Tecnico Al Dirigente del Settore Finanziario

E,p.c. All’Autorità di Regolazione per l’Energia ed Ambiente (ARERA) Alla Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Sicilia All’Assessorato regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento Acqua e Rifiuti  All’Assessorato regionale alle Autonomie Locali – Servizio Ispettivo Alla Prefettura di Messina Alla Guardia di Finanza di Lipari

Oggetto: Richiesta di immediata revoca degli aumenti tariffari del S.I.I. per le annualità 2024 e 2025 dichiarati inefficaci dall’ATI Messina – Annullamento in autotutela dei ruoli emessi – Sospensione delle bollettazioni – Attivazione procedure di restituzione e comunicazione pubblica.

I sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Lipari, premesso che
•    con Determinazione del Direttore Generale dell’ATI Messina n. 13 del 23/02/2026 è stata dichiarata la non applicabilità e inefficacia degli aumenti tariffari del 5% per l’anno 2024 e del 4,5% per l’anno 2025 disposti dal Comune di Lipari con deliberazione consiliare n. 31 del 24/09/2025 
•    il medesimo provvedimento ha ribadito che tali aumenti risultano privi di valido presupposto regolatorio, essendo già intervenuta la revoca della precedente Determinazione D.G. n. 155/2024;
•    la stessa Determinazione evidenzia profili di inadeguatezza dell’istruttoria comunale e di persistente inadempimento agli obblighi regolatori previsti dalla disciplina dell’ARERA;

considerato che
•    la permanenza in vigore di atti dichiarati inefficaci espone l’Ente a gravi rischi di contenzioso e a potenziali responsabilità erariali;
•    l’eventuale riscossione di somme non dovute potrebbe determinare un obbligo di restituzione con aggravio di interessi e spese;
•    appare necessario ristabilire con immediatezza condizioni di legalità, trasparenza e tutela dell’utenza;

TUTTO CIÒ PREMESSO

Si diffidano formalmente il Sindaco, il Responsabile del Servizio idrico, Il Dirigente ad interim del IV Settore e il Dirigente del Settore Economico Finanziario a voler adottare, entro e non oltre 15 (quindici) giorni dal ricevimento della presente, tutti gli atti necessari e conseguenti:

1.    all’immediata predisposizione e trasmissione in Consiglio Comunale della revoca in autotutela della deliberazione consiliare n. 31 del 24/09/2025 limitatamente agli aumenti tariffari dichiarati inefficaci;
2.    all’annullamento di tutti i ruoli e delle bollettazioni emesse sulla base degli incrementi del 5% (2024) e del 4,5% (2025);
3.    alla sospensione immediata della riscossione e dei termini di pagamento delle bollette già trasmesse agli utenti, nelle more della rideterminazione delle tariffe;
1.    alla consegna immediata degli atti e documenti amministrativi richiesti dall’ATI Messina occorrenti per la compiuta verifica ed ai controlli volti alla dimostrazione di veridicità e compiutezza dei dati posti a base del proprio Piano dei Costi definitivamente approvato con delibera C.C. n° 31 del 24/09/2025, oltre che dei dati necessari alla strutturazione definitiva del TICSI attraverso la compilazione corretta ed integrale del tool di calcolo;
2.    alla rielaborazione dei ruoli applicando le tariffe precedentemente vigenti, fino alla corretta definizione del piano tariffario secondo il regime ordinario e previa validazione dell’Autorità d’Ambito;
3.    alla restituzione o compensazione automatica delle eventuali somme già incassate in eccedenza, senza necessità di istanza da parte dei cittadini;
4.    alla pubblicazione urgente di un avviso pubblico sul sito istituzionale dell’Ente e con ogni altro mezzo idoneo, con cui:
o    si informi la cittadinanza della dichiarata inefficacia degli aumenti;
o    si comunichi la sospensione dei pagamenti relativi alle bollettazioni fondate sugli incrementi non legittimi;
o    si rassicuri l’utenza circa la predisposizione di nuove e corrette bollettazioni.

In difetto di riscontro formale e di concreta adozione dei provvedimenti richiesti entro il termine sopra indicato, i sottoscritti Consiglieri si vedranno costretti ad attivare ogni iniziativa consentita dall’ordinamento a tutela dei cittadini e dell’interesse pubblico, ivi compresa la segnalazione alle competenti Autorità giurisdizionali e contabili e la promozione o sostegno di azioni collettive a tutela dell’utenza.

Si allega la Determinazione del Direttore Generale dell’ATI Messina n. 13 del 23/02/2026.

*Consiglieri Comunali

di Gianni Iacolino*

Una notizia vecchia come la caramella carrubba
È risaputo, Ficarra e Picone lo dicono sempre, che le grandi rivoluzioni nascono sempre davanti a un caffè. I nostri eroi dell'opposizione, fedeli a questa nobile tradizione, presidiano con encomiabile costanza i tavoli dei bar locali, da cui dirigono con sagacia la loro battaglia contro chi, incautamente, continua a costruire strade, aprire cantieri e assumere personale. Una vera vergogna. Come si permettono?
C’è un momento, nella vita amministrativa di un Comune, in cui finalmente le cose iniziano a muoversi: opere pubbliche che partono in tutte le isole, concorsi che ripartono dopo anni di stallo, una pianta organica che torna a respirare, un bilancio che, dopo stagioni di emergenza, viene ricostruita pezzo per pezzo con un lavoro tecnico serio e faticoso.  
E proprio in quel momento, come in una commedia dal copione fin troppo prevedibile, arriva puntuale l’ingiunzione dell’ATI Messina, proprio al momento giusto per dare ossigeno e speranza a chi ambisce a ritornare nel palazzo.

Un caso? Una coincidenza? O forse una di quelle coincidenze così perfette da sembrare studiate?
Il déjà-vu che nessuno ricorda (o finge di non ricordare) viene rilanciata con toni apocalittici da alcune testate locali e viene presentata come una rivelazione improvvisa, peccato, però, che non sia affatto nuova.
Un provvedimento analogo, infatti, era già stato emesso prima dell’approvazione dell’ultimo bilancio (2025), e l’Amministrazione lo aveva regolarmente impugnato. Quel procedimento è tuttora al vaglio del TAR.  
E qui nasce la prima domanda spontanea: com’è possibile che un ente con funzioni pubbliche, l'ATI, emetta un nuovo provvedimento mentre il precedente è ancora sub iudice?
Qual è la fretta?  
O meglio: di chi è la fretta?
Il tempismo perfetto… per chi vuole bloccare tutto!
Il nuovo atto dell’ATI arriva esattamente mentre:
il Comuna avvia numerosi cantieri per la realizzazione di opere importanti;
il Comune sta completando i concorsi per ricostruire la pianta organica;  
si tiene la riunione tecnica ricognitiva sul bilancio tecnico;
si tenta finalmente di uscire da una crisi amministrativa che dura da anni.
È difficile non notare che un provvedimento del genere, emesso proprio ora, tenta di produrre due effetti molto concreti:
1. bloccare o rallenta le assunzioni, quelle che altri — in passato — non hanno voluto, saputo o potuto fare;  
2. rimettere in discussione il bilancio, un meccanismo già visto e rivisto, noto a tutta la cittadinanza, il cui ritardo, tanto agognato da chi si è opposto in tutti i modi, tanti danni ha creato.
Sembra quasi un manuale di maccartismo amministrativo: non si attacca direttamente, non si dice “fermate tutto”, ma si crea un clima di sospetto, si getta un’ombra, si insinua il dubbio.  
E il risultato desiderato è lo stesso: spargere discredito e tentare la paralisi amministrativa.
La domanda che nessuno vuole fare (ma che è doveroso porre) è: chi ha firmato questo provvedimento?  
È la stessa persona che, come alcune ricostruzioni giornalistiche sottolineano, ha ricoperto ruoli nel Comune di Lipari?  Certamente capta anche nella vita amministrativa che qualche amicizia non viene dimenticata?
Se anche questo capitasse a Lipari – sempre astrattamente parlando -, non sarebbe illegale, certo. Ma sarebbe quantomeno opportuno chiarirlo, al fine di non destare sospetti tra i più maliziosi.
C’è poi un’altra questione, più sostanziale:  
ATI Messina, invece di attivarsi per assumere il servizio come previsto dalla legge, perché continua a produrre atti che complicano la vita dei Comuni, già complicata dalla stessa incapacità di passare alla fase operativa gestionale?
La sensazione, sempre più diffusa, è che si stia assistendo a un rovesciamento dei ruoli:  
l’ente che dovrebbe garantire un servizio essenziale sembra impegnato più a generare contenziosi che ad assumersi il servizio in regime di gestione unica e di tariffa unica come è già avvenuto nella maggior parte delle “Province siciliane”, quindi a risolvere i problemi e non a crearli.
Sobriamente, senza gridare allo scandalo, basta osservare i fatti:  
un provvedimento emesso nel momento più delicato per il Comune, un precedente ancora pendente al TAR, un tempismo che definire “curioso” è un eufemismo, e un clima di sospetto che ricorda certe stagioni in cui bastava un’ombra per bloccare tutto, ma questo non accadrà! 

*Assessore

LA NOTA DEL GRUPPO CONSILIARE SIAMO EOLIE

Non tutte le caramelle sono innocue: Iacolino, la legalità ad intermittenza e gli atti che pesano

Caro Assessore Iacolino,
definire “caramella alla carrubba” un provvedimento dell’ATI Messina significa solo una cosa: non avere argomenti nel merito.
Comprendiamo tuttavia il riferimento gastronomico. Le caramelle alla carrubba, a quanto pare, non mancano mai nella stanza del Sindaco, elegantemente esposte e generosamente offerte a chi quella stanza la frequenta con particolare assiduità.
Forse, mentre vergava il suo intervento, ne stava gustando una. Si spiega così la leggerezza con cui liquida un atto amministrativo che, invece, pesa eccome.
Ma qui non siamo davanti a una caramella.
Siamo davanti a un provvedimento che smentisce in modo netto la legittimità degli aumenti tariffari che avete difeso.Ed è singolare — molto singolare — che oggi venga messo in discussione, con allusioni nemmeno troppo velate, proprio un provvedimento firmato da Giuseppe Torre, già Segretario Generale del Comune di Lipari.
Quando Torre sedeva a Lipari e controreplicava alle nostre osservazioni in Consiglio, veniva citato come riferimento autorevole.
Spesso Lei stesso si trincerava dietro le sue parole per respingere ogni nostra contestazione.
Allora era garanzia di legalità.
Oggi diventa improvvisamente sospetto.
Non è un’allusione?
O la credibilità vale solo quando conviene?
La verità è che finché gli atti sostenevano la vostra narrazione erano impeccabili.
Quando invece un provvedimento mette nero su bianco ciò che abbiamo sempre sostenuto — e cioè che su tariffe e bilancio esistono criticità serie — allora scatta il sospetto, il tempismo “curioso”, la teoria della coincidenza perfetta.
Parliamo poi dei cantieri, che Lei evoca con enfasi.
Il 90% di quei cantieri è frutto della programmazione, della lungimiranza e dei finanziamenti ottenuti da chi vi ha preceduto.
Voi vi siete limitati — e meno male che lo avete fatto, anche se malamente — a portarli in esecuzione.
Peraltro con ritardi tali da mettere seriamente a rischio la perdita di alcuni finanziamenti già acquisiti. E questo purtroppo è un rischio concreto, in quanto la scadenza è il prossimo 30 giugno e alcuni di questi interventi non sono stati neanche consegnati. Un disastro.
Per non parlare del finanziamento di 3 milioni e mezzo per il prolungamento del pontile aliscafi, perso da questa Amministrazione.
Altro che rivoluzioni davanti al caffè.
E sui concorsi?
Ricordiamo all’Assessore che la gran parte delle procedure concorsuali è stata bandita dalla precedente amministrazione.
Alcune sono state concluse in tempi record, tanto che vi siete ritrovati immediatamente sei nuovi assunti di diverse categorie.
Gli altri concorsi già banditi hanno trovato luce solo per due procedure, peraltro conclusesi di recente dopo oltre tre o quattro anni.
Gli altri sono finiti nel dimenticatoio, sostituiti da percorsi alternativi.
Chissà perché.
Quanto poi a ciò che sta accadendo nella procedura per dirigente, proprio nel momento in cui si era giunti alla fase conclusiva, alla nomina del vincitore per scorrimento da una graduatoria richiesta da voi, dopo che altri due avevano rinunciato, ecco il colpo di scena: si cambia procedura, con un vero e proprio atto di Giunta, disponendo l’indizione di un altro concorso dopo che il primo è fallito.
Altri soldi, altro sperpero di denaro.
Ecco che allora affiorano i cattivi pensieri. Possibile che il Sindaco e l’Amministrazione comunale abbiano tempestivamente cambiato la procedura di assunzione in corso, interferendo nella stessa, perché il candidato meglio posizionato dopo le rinunce, proveniente da un’altra graduatoria, non era di loro gradimento?
Speriamo e ci auguriamo che non sia così. Ma, come diceva il saggio Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”.
Cosa ci dice al riguardo il prode difensore della legalità, Iacolino?
Quando la politica entra in procedimenti che dovrebbero restare rigorosamente tecnici, il tema non è il “tempismo” degli altri, ma la coerenza propria.
La legalità non è uno slogan.
Non è un vessillo da agitare quando serve e da relativizzare quando disturba.
Si predica bene.
Ma poi?
Su questo argomento ritorneremo presto. Eccome se ritorneremo.
Noi continuiamo a fare una cosa semplice: leggere gli atti.
E quando gli atti parlano, le battute non bastano più, caro Assessore ai Servizi Idrici Iacolino

I Consiglieri Comunali Gaetano Orto Cristina Dante Lucy Iacono Adolfo Sabatini Raffaele Rifici Angelo Portelli Giorgia Santamaria

Categoria
cronaca

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