Lipari, l'amarezza di Sandro Biviano 'per quello che sto subendo per far valere i diritti di chi vive la disabilità...'
di Sandro Biviano
Vi confesso che sto male per quello che sto subendo solo per far valere i diritti di chi, come me, vive la disabilità. Molto spesso ciò che sto facendo su quest’isola da “alcune “persone non viene capito né apprezzato, o forse, per meglio dire, conviene non capirlo.
Ma ciò che mi fa più male è quando la verità viene manipolata per farmi passare per una persona “rompiscatole”, soprattutto da chi si proclama amico.
Per alcune persone è normale che una persona con disabilità debba essere sollevata come un pacco postale per accedere a un locale pubblico, o essere servita sul marciapiede.
Purtroppo, per queste persone il Dio denaro vale ancora più della dignità umana. Ricordiamoci sempre che nessuno è immune dalla disabilità,le malattie non sono una scelta, ma una condizione. E con i soldi non si comprano né la salute né, tantomeno, la sensibilità,sono tesori che purtroppo non tutti possiedono.
Essere una persona con disabilità, troppo spesso, significa dover lottare per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito, rispetto, accessibilità, dignità.
Quando chiediamo i nostri diritti, veniamo visti come “rompiscatole”. A volte non veniamo capiti nemmeno da chi si definisce amico. E questo fa male.
Recentemente ho vissuto un episodio spiacevole con un commerciante che aveva aperto un nuovo locale senza alcuna accessibilità per disabili. Solo dopo essere stato umiliato e trattato senza rispetto, sono riuscito a ottenere una pedana per permettere l’accesso alle persone con disabilità, come previsto dalla legge.
È un risultato importante, ma resta l’amarezza per come ci si è arrivati.
Ci è stato detto che la pedana verrà messa per tutti, ma io e mia moglie non siamo graditi.
Non importa, l’importante è che, almeno, le altre persone con disabilità possano accedere dignitosamente, senza essere servite sul marciapiede, e possano essere trattate come tutti gli altri, senza discriminazioni.
Grazie a Dio, a Lipari ci sono tanti lavoratori seri e professionali che accolgono con il sorriso e che, quando possono, fanno anche di più, perché hanno a cuore le persone, non solo i soldi.
Io Grazie a Dio ho la fortuna di avere accanto una moglie che mi ama e mi sostiene sempre. Ma penso a chi è solo, a chi non ha una voce forte, a chi ogni giorno rinuncia.
Per questo scelgo con cura a chi dare il mio tempo e i miei soldi, a chi dimostra sensibilità, rispetto e attenzione verso tutti, nessuno escluso.
Ricordo che la normativa italiana prevede, soprattutto per le strutture di nuova costruzione, l’abbattimento delle barriere architettoniche, in particolare:
la Legge n. 13/1989
il D.M. 236/1989
la Legge n. 104/1992
che impongono l’accessibilità degli edifici aperti al pubblico.
Io vado avanti e non mi scoraggio, anche se, vi confesso, molto spesso mi sento davvero solo. Ma sono sicuro che forse un giorno, magari quando non ci sarò più, si ricorderanno di me e di quello che ho subito e fatto per far valere questi diritti.
Non mi fermerò, affinché gli organi competenti facciano il loro lavoro e garantiscono l’abbattimento delle barriere architettoniche in ogni struttura pubblica che, per legge, deve esserne dotata.
Non dobbiamo più essere noi persone con disabilità a dover elemosinare i nostri diritti o a essere trattati con disprezzo da chi infrange la legge.