Lipari, discariche nelle zone alte: miglioramenti a Castellaro ma... L'intervento dell'assessore Iacolino
Lipari, discariche nelle zone alte: miglioramenti a Castellaro...
Ma per il resto il degrado continua...
L'intervento dell'assessore Iacolino
di Gianni Iacolino*
A fine mese partiranno ancora una volta le pulizie straordinarie in tutte le postazioni di raccolta dei rifiuti.
Furgoni, operatori, turni aggiuntivi: un piccolo esercito che si muove per restituire decoro alle postazioni di conferimento.
Un pò come rifare il letto sapendo che tra cinque minuti qualcuno ci salterà sopra con le scarpe infangate.
Eppure, diciamocelo con onestà: sappiamo già come andrà a finire.
Il giorno dopo qualcuno ricomincerà a conferire a sentimento, come se il calendario fosse un’opinione, un suggerimento, un optional.
D’altronde, perché seguire le regole quando si può vivere pericolosamente, sfidando l’umido del lunedì e la carta del venerdì?
Perché il problema, inutile girarci attorno, non è la ditta.
Non è l’assessore.
Non è l’amministrazione di turno.
E non è nemmeno il povero netturbino che ogni mattina si ritrova a fare l’archeologo, scavando tra sacchi abbandonati per capire da quale civiltà provengano.
Il problema siamo noi.
O meglio: quella parte di “noi” che pretende pulizia senza essere pulita, che invoca decoro senza praticarlo, che si indigna per il degrado che essa stessa contribuisce a creare.
Una minoranza? Forse.
Ma una minoranza rumorosa, insistente e soprattutto… molto produttiva.
Produce rifiuti, produce caos, produce lamentele. Un vero distretto industriale locale d'inciviltà.
E qui arriva il capolavoro:
i tanti verbali fatti sinora non hanno sortito alcun risultato positivo.
Zero.
Niente.
Perché chi non rispetta le regole non teme la multa: teme solo la fatica di comportarsi da adulto.
Non servono supereroi, né ordinanze epiche.
Serve una cosa molto più semplice e molto più difficile:
cittadini adulti, responsabili e rispettosi.
Lo so, sembra fantascienza. Ma sarebbe bello provarci almeno una volta.
Perché un paese pulito non è quello che viene ripulito ogni settimana.
È quello che non si sporca ogni giorno.
Semplice, quasi banale. Eppure rivoluzionario.
Prendersela con l’amministrazione di turno è lo sport preferito di molti.
Fa sentire virtuosi, indignati, impegnati.
Peccato che non serva a nulla.
È come urlare al vento sperando che cambi direzione.
Le pulizie straordinarie sono un gesto importante.
Ma finché l’inciviltà resterà ordinaria, continueremo a spendere soldi, energie e pazienza per rincorrere chi del proprio territorio non ha alcun rispetto.
E allora sì, usiamo pure l’ironia:
se qualcuno vuole davvero un paese sporco, almeno abbia il coraggio di dirlo apertamente.
Sarebbe più onesto che fingere indignazione davanti a un degrado che, puntualmente, contribuisce a creare.
*Assessore