Lipari, Acquacalda: quel rudere pericoloso...
di Caterina Saltalmacchia
Leggo degli investimenti programmati ad Acquacalda e mi domando, ancora una volta, quali siano le reali priorità.
Nel nostra zona esiste un rudere privato, confinante con la mia proprietà, che da moltissimo tempo versa in condizioni di grave degrado strutturale.
Sono state presentate segnalazioni, denunce, PEC al Comune, al Prefetto e alla Questura. Ci sono stati interventi dei Vigili del Fuoco. Eppure, nessun provvedimento concreto è stato adottato.
È vero: l’immobile è privato.
Ma quando un bene privato rappresenta un pericolo per l’incolumità e arreca danni a terzi, il Comune non può limitarsi a constatarlo. Il Sindaco ha il potere — e il dovere — di ordinare la messa in sicurezza e, se necessario, intervenire in danno ai proprietari.
Non risulta che siano stati utilizzati fondi comunali per mettere in sicurezza quella situazione, nonostante l’incuria evidente dei proprietari.
E non è tutto.
Il rudere è circondato da sterpaglie incolte che, in un’occasione, hanno preso fuoco a causa del forte caldo.
Lo stesso Sindaco ha emanato ordinanze contro il rischio incendi e contro i proprietari di terreni incolti. Ho formalmente segnalato anche questa violazione. Anche su questo: nessun intervento.
Allora la domanda è inevitabile: le ordinanze valgono per tutti o solo per alcuni?
Nel frattempo, si parla di “mancanza di fondi” per proteggere l’abitato dalle mareggiate che ogni anno minacciano le case sul lungomare.
Per alcune cose i fondi si trovano.
Per la sicurezza concreta dei cittadini, a quanto pare, no.
Non è polemica politica. È esasperazione civile.
Perché prima si garantisce la sicurezza delle persone e delle proprietà, poi si pianificano gli interventi programmabili.
Il silenzio istituzionale, dopo segnalazioni documentate, è ciò che più ferisce.
Acquacalda merita attenzione reale, non solo comunicati.