Leni, la diatriba sul bilancio tra maggioranza e minoranza si pronuncia il Cga...
Consiglio comunale del 14 agosto 2024: importanti chiarimenti sul ricorso presentato dalla minoranza. Appena insediata, la nuova Amministrazione comunale di Leni si è trovata a dover affrontare una delle prime e più urgenti azioni amministrative: l’approvazione del Bilancio di previsione.
Un atto indispensabile per evitare gravi ripercussioni sull’attività dell’Ente, soprattutto in un momento cruciale come l’avvio della stagione estiva. Tutta la documentazione contabile era stata trasmessa e resa disponibile a tutti i consiglieri comunali con largo anticipo, oltre un mese prima della seduta del Consiglio.
Ogni consigliere ha quindi avuto la possibilità di: esaminare approfonditamente il bilancio; formulare osservazioni; presentare eventuali emendamenti, come previsto dalla legge e dai regolamenti.
Non approvare il bilancio avrebbe comportato un danno concreto per il Comune di Leni, con il rischio di: interruzione o rallentamento dei servizi essenziali; difficoltà nella gestione delle attività turistiche; blocco dell’azione amministrativa proprio nel periodo di maggiore afflusso sull’isola. La seduta del 14 agosto, vigilia di Ferragosto, è stata convocata proprio per scongiurare questi scenari.
Una data particolare che può aver influito sulla scelta della minoranza di non presentarsi, ma che non poteva giustificare l’assenza dall’aula e l’abbandono del confronto istituzionale.
I fatti restano inequivocabili: la maggioranza era interamente presente in Consiglio comunale; la minoranza era interamente ASSENTE; il Consiglio ha comunque lavorato e deliberato per garantire stabilità al Comune; successivamente, la minoranza ha scelto di presentare ricorso. La sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha definitivamente chiarito un principio fondamentale: il semplice dissenso politico non legittima un ricorso.
I giudici affermano chiaramente che: il consigliere comunale non può impugnare le decisioni del Consiglio solo perché non condivide le scelte della maggioranza; la dialettica politica deve svolgersi all’interno dell’organo consiliare, non nelle aule giudiziarie; un ricorso è ammissibile solo se vi è una concreta e diretta violazione delle prerogative del consigliere, come il diritto di partecipazione, di informazione o di voto.
Nel caso di Leni, il Collegio ha riconosciuto che: nessun diritto della minoranza è stato violato; i tempi e le modalità di convocazione erano legittimi; la minoranza ha scelto consapevolmente di non partecipare, rinunciando al confronto in aula. Conclusione Il senso di responsabilità della maggioranza ha prevalso su tutto: la maggioranza era presente, compatta, consapevole dell’importanza delle decisioni da assumere. La minoranza era assente. La giustizia amministrativa ha confermato ciò che i fatti dimostravano fin dall’inizio: l’Amministrazione comunale di Leni ha agito correttamente, nel rispetto delle regole e nell’esclusivo interesse della comunità.
L'amministrazione comunale sindaco Ireneo Giardinello