L'INTERVISTA Lipari 'bambini in pieno centro a colpi di pietre. La signora Pina 'ho chiesto aiuto'. Le note

LE INTERVISTE DE 'IL NOTIZIARIO'. 

Lipari -"Bambini in pieno centro a colpi di pietre. La ignora Pina Berzi 'ho chiesto aiuto'

‘E mi hanno detto si rivolga al giornalista Leone...’.

Il pericolo arriva dalla piazzetta del mercato tra l'Ufficio Postale, l'Agenzia regionale per l'impiego  e il Corso Vittorio Emanuele. 

Il signor Leonardo Ferraino ci informa che nella stessa stradina era posteggiata la sua e come si vede nella foto un vetro è stato rotto da una pietra...

Lamentele anche dagli operatori di Marina Corta. Piazza trasformata anche in un campetto di calcio…

LE NOTE

di Peppe Finocchiaro

Gentile Direttore,
Anche nella piazza di Marina Corta si sta ormai consolidando una situazione di crescente disagio che non può più essere ignorata: l’utilizzo improprio di biciclette, monopattini e anche del pallone all’interno dell’area pedonale, oltre a violare le disposizioni vigenti, rappresenta un concreto pericolo per i frequentatori della piazza — bambini, anziani e cittadini — poiché tali attività, se svolte senza rispetto del contesto, possono mettere a rischio la sicurezza di tutti; a ciò si aggiungono comportamenti eccessivi che spesso degenerano in litigi, talvolta con lancio di pietre e uso di bastoni, oltre all’abitudine di far esplodere ogni sera piccole “bombette”, contribuendo ulteriormente al disturbo della quiete pubblica e configurando un modo di “giocare” che non è tale, ma solo fonte di disagio per gli altri, considerando che ogni attività dovrebbe trovare spazio in luoghi adeguati e non in un’area destinata alla libera e serena fruizione pubblica.

Questi comportamenti, oltre a rappresentare un rischio per la sicurezza, compromettono la fruizione serena di uno spazio pubblico da parte di cittadini e turisti, arrecando disagio anche alle attività presenti nella zona.

La situazione appare aggravata da una evidente mancanza di controllo da parte delle famiglie, che dovrebbero esercitare un ruolo educativo e di responsabilità oggi troppo spesso assente.

Non si tratta di un caso isolato: episodi analoghi sono stati segnalati anche in altre aree, a conferma di un problema più ampio che richiede attenzione e interventi concreti.

Nonostante le ripetute richieste di intervento alle autorità competenti, non si sono registrati finora risultati adeguati. Per questo è necessario un cambio di passo: servono controlli più incisivi e, ove necessario, provvedimenti nei confronti delle famiglie dei minori coinvolti.

È fondamentale ristabilire il rispetto delle regole e garantire la sicurezza e la vivibilità degli spazi pubblici, affinché possano essere fruiti serenamente da tutti.

di Raffaele Pacifico

Io la penso come il vigile , il vigile ha dato la risposta giusta ,perché rivolgersi al Notiziario di Bartolino Leone è la cosa giusta con il suo intervento si son risolti centinaio di piccoli e gtlrossi problemi , perché l intervista fatta alla Pina l avranno vista i genitori di questo ragazzi e sicuramente avranno preso le giuste misure verso i propri figli cosa che non avrebbero potuto risolvere i pochissimi vigili in servizio perché questa è uma delle mille problematiche dell'isola

di Beatrice Di Giorgi

Gentili isolani,
ho letto con attenzione l’articolo relativo agli episodi verificatisi nel centro di Lipari e il disagio espresso dai cittadini è comprensibile e legittimo. La sicurezza e la vivibilità degli spazi pubblici devono essere garantite e tutelate.
Allo stesso tempo, credo sia importante affiancare a questa lettura una riflessione più ampia, soprattutto quando i protagonisti di questi comportamenti sono bambini e adolescenti.
Ridurre il problema esclusivamente a una mancanza di controllo familiare rischia di semplificare una realtà più complessa. I ragazzi, per loro natura, hanno bisogno di spazi di aggregazione, di confronto e di espressione. Quando questi spazi mancano o sono insufficienti, è frequente che utilizzino in modo improprio i luoghi pubblici disponibili, trasformandoli in contesti non adeguati alle loro esigenze.
Le piazze diventano così, impropriamente, campetti da gioco o luoghi di sfogo, non per una volontà esclusiva di trasgredire, ma spesso per assenza di alternative concrete. In quest’ottica, accanto alla necessità di far rispettare le regole, appare fondamentale interrogarsi su cosa il territorio offre ai più giovani. L’assenza di centri giovanili, spazi educativi strutturati o luoghi sicuri di incontro può contribuire a generare proprio quelle dinamiche che oggi vengono giustamente segnalate come problematiche.
Un intervento realmente efficace dovrebbe quindi muoversi su più livelli: certamente il rispetto delle norme e la presenza delle istituzioni, ma anche investimenti in politiche educative e spazi dedicati, capaci di accogliere i ragazzi e orientarne le energie in modo costruttivo.
Come futura educatrice, isolana, ritengo che la prevenzione passi anche da qui: creare contesti in cui i giovani possano sentirsi riconosciuti, guidati e responsabilizzati, piuttosto che limitarsi a intervenire quando il disagio è già esploso.
Perché una comunità che non offre spazi ai suoi ragazzi non può poi stupirsi se quei ragazzi si prendono gli spazi che trovano anche nel modo sbagliato.
Perché accanto ai comportamenti che fanno notizia, esiste anche una realtà silenziosa fatta di tanti giovani che studiano, lavorano, si impegnano e contribuiscono ogni giorno, nel loro piccolo, a migliorare queste isole. Giovani che troppo spesso non vengono raccontati né ascoltati.

Una comunità che vuole davvero educare non può limitarsi a correggere ciò che non funziona, ma deve anche riconoscere, sostenere e valorizzare ciò che già funziona. Altrimenti il rischio non è solo quello di perdere il controllo degli spazi, ma di scoraggiare proprio quelle energie positive che rappresentano il vero futuro del territorio. Cordialmente

di Piero Roux

Il problema è  stato, anche da me, più volte segnalato: - al comando dei vigili urbani, - al dirigente del 4° settore Mirko  Ficarra, - all'ass.re Gianni Iacolino, - al vice sindaco Saverio Merlino...inutilmente.. Capisco che, visto le opere in corso, sono tutti "in tutt'altre faccende affaccendati" ma, vi assicuro che il più malfamato quartiere di Quartoggiaro ( interland milanese) al confronto, ci  guadagna. La piazzetta del mercato è  diventato un "pisciatoio pubblico" ( anche di giorno); luogo di spaccio giovanile di sera; luogo di giochi pericolosi  come prendersi "a pietrate" tra gruppi avversi  emuli della " guerra dei bottoni". Mi spiace per gli amici amministratori ma, ritengo che non si debba sottovalutate la rimostranza pubblica della signora Pina visto che la mia, in forma privata, è stata totalmente disattesa.
Invito l'amministrazione a prendere immediati provvedimenti. In considerazione del fatto che il luogo è sede di un ufficio pubblico ad alta intensità di traffico pedonale; che il  pavimento della piazzetta è  stato parzialmente divelto e frantumato; che il dissesto del pavimento ha causato la caduta di alcune persone; che è stato frantumato il vetro di un auto che ivi sostava; che sono stati messi fuori uso le telecamere poste a difesa della cabina elettrica; distrutta la cassetta del contatore elettrico dell' ufficio del lavoro e...imbrattato i muri con vernice spray.
L'omertà non è  una virtù ma viltà.  Io sto con la signora Pina.

di Schon Tedros

Siamo davvero arrivati al punto più basso.
Quando un pubblico ufficiale, davanti a una segnalazione o a una richiesta di aiuto, risponde invitando a rivolgersi ai giornalisti — con tutto il rispetto per chi svolge un lavoro fondamentale di informazione, che è un diritto e anche un dovere civico — significa che qualcosa nel sistema non funziona più.
Non è accettabile che chi ha il compito di garantire sicurezza sulle nostre strade e nella viabilità si sottragga alle proprie responsabilità. Quel ruolo esiste per intervenire, per ascoltare, per agire, non per scaricare il problema altrove.
Se le istituzioni smettono di rispondere ai cittadini, torniamo indietro, non andiamo avanti. E questo non possiamo permettercelo.
Serve rispetto, responsabilità e soprattutto presenza. Perché la sicurezza non è un favore: è un diritto.
Ci tengo a precisare che quanto da me scritto è riferito al singolo vigile urbano o vigilessa che ha consigliato alla signora Pina di contattare la stampa locale e non a tutto il nucleo dei vigili urbani!

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