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Il documentario “Panarea: achōristìa” di Andrea Murdock
La bellezza della superficie deriva dalla profondità.
Questo è il tema centrale del documentario diretto da Andrea Murdock Alpini per conto di PHY Equipment.
Un’equipe di esperti subacquei tecnici si è immersa nei giorni scorsi nei fondali di Panarea tra nuovi siti subacquei mai esplorati prima e siti noti raccontati da prospettive inedite. Finalità delle immersioni è stata documentare l’azione vulcanica sottomarina dell’isola eoliana.
Il progetto è nato nel corso degli ultimi mesi con la partnership dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geofisica che da anni monitora il sito e studia l’impatto dell’attività vulcanica sull’ambiente. Il documentario si avvale della conoscenza realizzata dai ricercatori.
“Si tratta di un primo incontro tra PHY Equipment e l’INGV. Lo scopo della collaborazione è unire la ricerca scientifica alla cultura per il mare e lo spirito di conoscenza, all’interno di un progetto documentario volto a far conoscere le meraviglie sottomarine di Panarea” così ha dichiarato l’esploratore Andrea Murdock Alpini alla nostra testata.
Il termine greco «αχωριστία» (achōristìa, indivisibile) è il tema narrativo del documentario che è stato girato sopra e sotto la superficie dell’isola eoliana. Descrivere la bellezza della superficie attraverso immagini spettacolari e inedite di attività vulcaniche sottomarine attigue all’isola di Panarea.
Le riprese hanno documentato il lavoro dei ricercatori, sul campo presenti in una formazione di esperti del mare. Marco Anzidei, Gianluca Lazzaro, Manfredi Longo, Sergio Scirè Scappuzzo.
Il team subacqueo di PHY Equipment è composto invece dall’esploratore Andrea Murdock Alpini, capo spedizione, Francesco Macchairella operatore cine-foto subacqueo oltre che dal subacqueo tecnico Enrico Franchi. Infine, cruciale per la sicurezza è stata la presenza della dottoressa e medico iperbolico Anja Valic.
Moltissimi i siti esplorati, tante le ore passate a scandagliare i fondali dove trovano conferme i dati scientifici dell’ INGV.Le condizioni meteo-marine non sempre sono state clementi, a volte i forti venti hanno reso le operazioni subacquee complesse, ma nonostante tutto, il team è riuscito a portare a compimento l’intero programma della missione.
“La collaborazione tra l’esploratore subacqueo Andrea Murdock Alpini e l’INGV apre nuove vedute sulla passata attività vulcanica dell’isola di Panarea aiutandoci a raccontare al pubblico la storia di questo vulcano” dichiara il professor Marco Anzidei, dirigente di ricerca INVG.
Ruolo strategico all’interno del progetto di ricerca è stato svolto dal dott. Alessandro Bosman del CNR che, grazie alle sue conoscenze professionali in campo di rilievi dei fondali marini ha collaborato con Alpini e Anzidei all’identificazione dei punti di immersione.
La proiezione del documentario avverrà in anteprima il prossimo inverno a Roma con il titolo: “Panarea: achōristìa”.
Inseparabilità. Ciò che non può essere diviso, una danza tra gli elementi naturali, un racconto armonioso per dimostrare che la bellezza della superficie di Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca, Bottaro e Panarea nasce sott’acqua.
Documentare i fondali marini è la chiave per conoscere il futuro terrestre di Panarea e delle isole Eolie.
La spedizione condotta da PHY Equipment, tra le tante scoperte, ha identificato anche un’antica linea di costa a oltre 70 metri di profondità.
La terra di Panarea, 13.000 anni fa, si trovava oltre un miglio dall’attuale linea costiera: la terra cambia e noi umani siamo solo umili spettatori del tempo.
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