Guerra in Iran di Alfio Ziino
di Alfio Ziino
Puoi battere il nemico con il fuoco, artiglieria, bombardamenti aerei, etc, accerchiarlo con la manovra, ma non hai vinto se i tuoi uomini non piantano la tua bandiera sulla sua collina. L'affermazione non è mia ma di strateghi militari. Ed è nell'andare a prendere la collina che spargi il sangue dei tuoi.
Il Presidente degli USA afferma che non interverrà con truppe di terra in Iran e la ragione può ben essere quella. Affermano i soliti blateranti che Trump avrebbe illuso la popolazione iraniana dichiarando che li avrebbe liberati. Menzogna. La promessa fu "gli aiuti arriveranno" e sono arrivati con un massiccio indebolimento della capacità militari dell'avversario e lo stesso Trump dimostra così di avere appreso la lezione di Iraq, Afghanistan etc.: non sarò io ad imporvi la democrazia, ma vi metto in condizione di tentare voi di conquistarla.
Quanto ad Israele, la sua è una lotta per la vita che si protrae da decenni. Quella di oggi viene dai soliti noti indicati come una illegittima guerra preventiva. Sì quanto a preventiva, ma non illegittima. Se Francia (oggi sbruffona) ed Inghilterra, nel 1935/1936 avessero attaccato preventivamente la Germania nazista come richiesto dai conservatori dell'epoca, non avremmo avuto i trenta milioni di morti della seconda guerra mondiale. E, per quel che mi concerne, non ritengo esser vero che le guerre siano sempre ingiuste: ve ne sono di giuste.