Francesco Giambrone 'Sono stato il cardiologo di Troisi nel Postino soffriva e scherzava...'
Francesco Giambrone, cardiologo, assessore alla cultura a Palermo negli anni di Leoluca Orlando, sovrintendente anche al teatro d'opera nel capoluogo siciliano, docente universitario alla Luiss ed è stato anche collaboratore del Giornale di Sicilia.
Lo stralcio dell'intervista.
Un giorno le capitò come paziente Massimo Troisi?
“Aveva un serio deficit cardiaco. Siccome doveva girare per tre settimane “Il Postino” sull'isola di Salina, aveva bisogno di un'assistenza che lo seguisse h24. La produzione del film organizzò l'unità di rianimazione, con tutta l'attrezzatura”.
Come era il paziente Troisi?
“Sofferente ma dolcissimo. Aveva la stessa ironia del suo cinema. Stavo sempre con lui., tranne nel suo riposino del pomeriggio. Gli dissi che poteva chiamarmi a qualunque ora della notte. Una volta ebbe l'affanno, erano le tre del mattino, mi disse che era mortificato. Ma ero sveglio, lo rassicurai. Troisi disse la stessa cosa all'infermiere, che gli rispose come me: “tranquillo, ero sveglio”. E Massimo commentò con una battuta che sembra uscita da uno dei suoi film: "ma siete tutti svegli in quest'isola”.
Come furono quei suoi ultimi giorni con lui?
“Ricordo il ticchettio della valvola meccanica sul cuore, le controfigure nelle scene in cui, di spalle, pedalava, l'ambulanza fuori dal set, l'elicottero pronto a decollare che poi lo portò a Roma, dove morì pochi giorni dopo. Era un paziente meraviglioso”.