Federmar Cisal 'Caronte & Tourist Isole Minori: è ora di dire basta'
di Sebastiano Previti e Clara Crocè*
FEDERMAR-CISAL: «SU Caronte & Tourist Isole Minori è ora di dire BASTA»
Pasti precotti in confezioni di alluminio, assenza di Wi-Fi e segnale TV, mancata stabilizzazione del personale e uso improprio del ruolo unico: il sindacato denuncia condizioni di lavoro sempre più inaccettabili MESSINA – La FEDERMAR-CISAL rompe il silenzio e assume una posizione di ferma protesta nei confronti di Caronte & Tourist Isole Minori, denunciando una serie di criticità che, stanno incidendo pesantemente sui diritti, sulla dignità e sulle condizioni di lavoro del personale marittimo imbarcato. Dopo un lungo confronto con l'Armatore, le risposte ricevute non hanno consentito di superare le problematiche sollevate. La FEDERMAR-CISAL ritiene pertanto necessario rendere pubblica una situazione che, a suo giudizio, non può più essere affrontata attraverso rinvii, soluzioni temporanee o decisioni unilaterali.
VITTO A BORDO: PASTI PRECOTTI E CONFEZIONI DI ALLUMINIO Particolare preoccupazione riguarda la gestione del vitto di bordo. Dopo la soppressione della mensa e il successivo ricorso, anche temporaneo, ai ticket restaurant, l'Armatore avrebbe introdotto, in particolare sulla linea Milazzo-Eolie, pasti precotti prodotti a Catania, trasportati refrigerati sulle unità e successivamente riscaldati a bordo mediante microonde, all'interno di confezioni di alluminio. Una modalità che la FEDERMAR-CISAL contesta con forza, soprattutto considerando che il personale marittimo è chiamato a svolgere turni di servizio che possono arrivare anche a 14 ore giornaliere. Per il sindacato, garantire un'alimentazione adeguata, varia, calda e qualitativamente dignitosa non rappresenta un privilegio, ma una questione di salute, sicurezza e rispetto della persona che lavora a bordo.
La FEDERMAR-CISAL segnala inoltre di aver rappresentato le proprie preoccupazioni anche con riferimento agli aspetti igienico-sanitari e alle modalità di gestione e conservazione dei pasti, chiedendo che siano effettuate tutte le verifiche necessarie da parte degli organismi competenti.
EQUIPAGGI ISOLATI: NIENTE WI-FI E ASSENZA DI UN ADEGUATO SEGNALE TV Altro punto fortemente contestato riguarda la connettività e le possibilità di comunicazione e svago del personale. La soppressione del Wi-Fi e la mancanza di un segnale televisivo stabile, anche durante la permanenza della nave in porto, determinano – secondo la FEDERMAR-CISAL – un ulteriore isolamento degli equipaggi. «Un marittimo trascorre periodi significativi della propria vita a bordo. Privarlo anche della possibilità di comunicare agevolmente con la famiglia, informarsi e avere momenti minimi di svago significa peggiorare ulteriormente una condizione lavorativa già gravosa». Il sindacato chiede pertanto che l'Armatore intervenga per garantire condizioni di benessere compatibili con la vita moderna e con le possibilità tecnologiche disponibili.
PERSONALE: BASTA FUNZIONAMENTI TEMPORANEI, SERVONO LE STABILIZZAZIONI La FEDERMAR-CISAL denuncia, inoltre, il mancato completamento dei percorsi di stabilizzazione previsti dagli accordi di secondo livello. A fronte di posti vacanti e lavoratori con anzianità di servizio anche superiore ai dieci anni, il sindacato contesta il continuo ricorso a funzionamenti temporanei senza procedere agli opportuni inquadramenti definitivi e senza un adeguato aggiornamento delle liste C.R.L., secondo quanto previsto dalla disciplina contrattuale applicabile. «Non è accettabile che lavoratori che hanno maturato anni di esperienza e professionalità continuino a vivere in una condizione di precarietà professionale mentre esistono posizioni e necessità operative stabili». RUOLO UNICO E SICUREZZA: LE DEROGHE NON POSSONO DIVENTARE LA REGOLA Ancora più delicata, per il sindacato, è la questione relativa all'utilizzo del ruolo unico. La FEDERMAR-CISAL contesta quello che considera un utilizzo eccessivo e improprio delle relative deroghe, soprattutto nei casi in cui l'impiego del personale non sia accompagnato da un'adeguata familiarizzazione con le procedure, gli impianti e le dotazioni di sicurezza specifiche dell'unità navale. La sicurezza a bordo non può essere sacrificata alle esigenze organizzative.
Ogni lavoratore deve essere adeguatamente formato, informato e familiarizzato con la nave sulla quale viene impiegato. Su questo punto il sindacato ritiene che non possano esserci ambiguità né scorciatoie. «IL TEMPO DELLE RISPOSTE EVASIVE È FINITO» «Abbiamo cercato il confronto, abbiamo segnalato le criticità e abbiamo chiesto soluzioni concrete. Ma non possiamo accettare che problemi che riguardano direttamente la salute, la sicurezza, il benessere e la dignità dei lavoratori vengano trattati come questioni secondarie». È quanto dichiara la segreteria della FEDERMAR-CISAL, che aggiunge: «Il personale marittimo non è forza lavoro di serie B. Chi lavora a bordo per ore e ore, garantendo ogni giorno la continuità del servizio e la sicurezza dei passeggeri, ha diritto a essere rispettato. Pasti dignitosi, condizioni di vita adeguate, stabilità professionale, formazione e sicurezza non sono concessioni dell'Armatore: sono diritti e obblighi che devono essere garantiti».
La FEDERMAR-CISAL ribadisce quindi di essere pronta a portare la vertenza in tutte le sedi competenti, sindacali e istituzionali, affinché vengano verificate le condizioni di lavoro denunciate e il rispetto della normativa vigente, del CCNL, degli accordi aziendali e delle disposizioni applicabili al personale marittimo. «Non arretreremo di un passo. Se il confronto non sarà sufficiente, saranno le sedi competenti a dover accertare responsabilità, criticità e rispetto delle regole. La dignità dei lavoratori marittimi non è negoziabile.
*Responsabile territoriale e Segretaria Regione Sicilia FEDERMAR CISAL