Eolie, da 24 ore le sette isole continuano ad essere spazzate dal ciclone 'Harry'. Tremano pure le case...VIDEO

Anche le Eolie da 24 ore continuano ad essere sotto la morsa del ciclone “Harry”. 

E oggi per le raffiche di vento da est-sud-est che continuano a soffiare ad oltre 40 chilometri è isolamento. 

Il mare è molto mosso (6-7) con oltre tre metri di onda. Neppure il colosso “Nerea” che ieri con il “comandante coraggioso” Paolo Crupi è riuscito ad attraccare a Vulcano, Lipari, Salina e Filicudi, stamane da Milazzo prenderà il largo, a causa delle pessime condizioni meteo che rendono inoperabili gli scali nella linea “C3”.

Tutte le coste delle sette isole sono raggiunte dai marosi alti anche cinque metri. Il mare ha invaso porti, strade e addirittura, la sua forza, in alcuni casi piu' volte al giorno, ha fatto tremare anche le case. 

Tanto che in un primo momento si pensava al terremoto. Le strade sono invase da sassi, sabbia, detriti e tanta plastica. Il mare ha riportato in terra tutto ciò che incredibilmente era stato depositato nei fondali. 

Isolani sempre piu' allarmati per le isole letteralmente indifese e con scali alternativi ancora fuori uso a Lipari e a Filicudi. 

Ha commentato Danilo Conti, presidente del Comitato Eolie 2030: “Il mare ringrazia, ma preferisce usufruire del diritto di ”re-cesso" (entro i 14 giorni) e restituisce il regalo al mittente…".

Anche per domani mattina le previsioni non sono affatto buone…

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IL CICLONE HARRY

di Daniela Vitello

È stato ribattezzato Harry ed è molto più di una semplice perturbazione. Il ciclone mediterraneo che si sta formando tra il Canale di Sardegna e il Nord Africa rappresenta uno degli eventi atmosferici più intensi degli ultimi 20 anni nel bacino del Mediterraneo.

I centri di previsione lo descrivono come un sistema depressionario di eccezionale potenza, capace di trasformare il mare in poche ore in un fronte ostile fatto di onde gigantesche, venti di tempesta e precipitazioni estreme.
Harry appartiene alla categoria dei cosiddetti medicane, cicloni che si sviluppano nel Mediterraneo. Pur non essendo uragani tropicali, possono assumere una struttura simile: un nucleo centrale più caldo, una circolazione dei venti organizzata e una notevole concentrazione di energia. È proprio questa combinazione a renderlo particolarmente temuto.

A fare la differenza, rispetto alle normali depressioni, è la quantità di energia in gioco. Il contrasto tra l’aria fredda in discesa dal Nord Europa e le acque ancora relativamente miti del Mediterraneo alimenta il sistema, intensificandone rapidamente la forza.

Venti di tempesta, pioggie intense e violente mareggiate
Il risultato è un ciclone che non solo genera piogge abbondanti, ma soprattutto venti violenti e mari in condizioni estreme, con mareggiate che possono raggiungere altezze raramente osservate nel nostro bacino.
Secondo gli esperti, è proprio il comparto marino a rappresentare il pericolo principale. Harry è in grado di produrre onde fino a 8-9 metri. Un valore eccezionale per il Mediterraneo, che può mettere in crisi porti, infrastrutture costiere e interi tratti di litorale.

Ciclone Harry: è allerta in Sicilia, Sardegna e Calabria
Per questo motivo il ciclone viene già considerato una minaccia seria per le regioni affacciate sullo Ionio e sul basso Tirreno, in particolare Sardegna, Sicilia e Calabria.

Per quanto riguarda la Sicilia, la Protezione Civile ha diramato un’allerta meteo rossa per martedì 20 gennaio per le province di Enna, Messina, Catania, Siracusa e Ragusa. Allerta arancione, invece, per le province di Caltanissetta, Palermo, Agrigento e Trapani.

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