Eolie, 'Come ridurre i costi dell'energia' di Mirko Saltalmacchia

di Mirko Saltalmacchia

LA TRAPPOLA DEL GASOLIO, A CHI FA COMODO PROSCIUGARE LE EOLIE.

dalle onde: alle Eolie schiumazziamo, a Brindisi la fanno. E forse è la nostra occasione.

Alle isole Eolie si parla spesso di abbattimento delle spese dell'energia tramite sistemi innovativi. Se ne parla nei consigli comunali, nei programmi elettorali, nei convegni estivi organizzati quando i turisti sono già partiti. Poi restano parole. Bollette che per una piccola impresa ricettiva sono il doppio che sulla terraferma, dissalatori che consumano più di quanto producono, un costo energetico che si scarica tutto sulle famiglie.

Eppure la soluzione è sotto i nostri occhi, ogni giorno. È il mare. C'è questo tipo di impianto che sfrutta le onde del mare per produrre energia, ed è possibile pure immagazzinarla e rimetterla in rete. Non è teoria. Realtà così, per via della transizione ecologica, cominciano a vedersi in varie parti d'Italia. E la più interessante per noi non viene dal Nord Europa, ma dall'Adriatico.

Si chiama S.E.WA.T. - Sustainable Energy by WAves Trap, spesso chiamato SWEET. È un sistema innovativo sviluppato per produrre energia elettrica e, al tempo stesso, contrastare l'erosione costiera sfruttando le onde del mare, anche di piccola taglia come quelle del Mar Mediterraneo, che sono proprio le nostre. Ideato dall'ingegnere Giulio Teodoro Maellaro, ha avviato una fase di sperimentazione pratica al largo di Brindisi.

Come funziona? Con un'intelligenza disarmante nella sua semplicità.

Primo, i vasi comunicanti. Non parliamo di piattaforme al largo a chilometri dalla costa, costose e complicate da collegare. Sfrutta il principio dei vasi comunicanti posizionando le strutture a pochissimi metri dalla riva. Il moto ondoso viene incanalato, l'acqua sale e scende, e quel dislivello aziona turbine a bassa caduta.

Secondo, la modularità. Non è un'opera faraonica. Utilizza moduli indipendenti e replicabili che possono essere uniti come mattoncini per adattarsi a diverse potenze richieste. Ne servono pochi per un molo di Vulcano, di più per alimentare l'intero porto di Lipari. Si parte piccoli e si scala.

Terzo, e qui sta la genialità per le Eolie, la protezione costiera. Oltre a generare elettricità - immissibile in rete o utilizzabile in loco per produrre idrogeno verde per i mezzi comunali e le barche - la struttura attenua la forza delle onde e riduce l'erosione delle spiagge. A Canneto, a Gelso, a Ponente, dove ogni mareggiata invernale ci porta via un pezzo di spiaggia e di lungomare, significherebbe produrre energia mentre si protegge la costa. Due problemi, una sola opera.

Quarto, l'impatto ridotto. Non produce scorie, reflui o emissioni di CO₂ e impiega materiali comuni a basso costo. Niente terre rare, niente pale eoliche alte 100 metri che deturpano il paesaggio, vincolato dall'Unesco. Solo acciaio, cemento e fisica.

Per un arcipelago come il nostro, che paga tre volte l'energia - quando la produce, quando la trasporta, quando smaltisce i rifiuti che produce per produrla - un sistema così è razionalità economica, non ecologismo di maniera. Significa energia stabile, prevedibile, accumulabile, che abbatte i costi dei dissalatori e ci libera dal ricatto del gasolio.

Allora perché, mi chiedo, queste cose le sperimentano a Brindisi e non a Lipari? E qui arriviamo al nodo. Perché per fare queste cose servono competenze, visione e libertà dalle solite catene.

C'è a Lipari un ragazzo, che è stato anche consigliere comunale, che è sempre in prima linea con iniziative nuove che potrebbero migliorare la qualità e la vita degli abitanti delle Eolie. Iniziative sul territorio eoliano come: pro loco, centro commerciale naturale, lega navale, contratti di fiume e di costa portano la sua firma. Si chiama Antonio Casilli.

Non ho mai capito perché questo giovane ed intraprendente politico e manager della cosa pubblica, non è mai stato valorizzato dalle forze politiche locali. Forse perché nella vita si è costruito da solo un futuro, senza farsi portare per mano da quelle famiglie liparo/messinesi che trattano con la politica provinciale LE CATENE DA METTERE AI NOSTRI TERRITORI EOLIANI?

Ci vogliono progetti come questo sopra citato, già in cantiere proprio con la supervisione strategica del dottore Antonio Casilli per far crescere le Eolie, no promesse di ritorno al "libera tutti" per attirare gonzi e creduloni associati a qualche proposta fatta a  giovani ambiziosi; per poi mettergli mille vincoli e usarli e basta (San Calogero docet). Tralascio gli utili idioti, quelli sono diventati un esercito.

NON VOGLIAMO PIÙ VELLEITÀ PERSONALI CHE LOGORANO LA FRAGILE “ESSENZA” DEI CANDIDATI. Vogliamo idee e progettazione.

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