Drone esplode vicino all’albergo, anche turisti eoliani in fuga dall’Oman
di Giovanni Petrungaro
Alla fine tutto è bene quel che finisce bene, ma la paura è stata tanta. Ieri sera sono finalmente tornati a casa, ma questa vacanza difficilmente la dimenticheranno. Un gruppo di 12 persone residenti a Milazzo, alle Isole Eolie, a Rometta aveva scelto l’Oman ed in particolare la località di Salalah per trascorrere un periodo di relax. In passato gli stessi amici erano stati anche a Dubai e ad Abu Dhabi ed erano tornati entusiasti da quelle esperienze.
Da qui la scelta dell’Oman. Sarebbero dovuti rientrare la prossima settimana. E invece hanno “avvertito” anche da quelle parti in modo forte la guerra. Due giorni addietro infatti è stato avvistato un drone anche nei cieli di Salalah che è esploso in un’area esterna a poche centinaia di metri dal loro albergo. In quella zona sorgono diverse strutture ricettive. Ed è chiaro che a quel punto la tensione è cresciuta improvvisamente. E nonostante le rassicurazioni, comprensibilmente spaventati, hanno deciso di porre fine alla loro vacanza cercando una soluzione per lasciare il Paese e rientrare in Italia il prima possibile. E qui sono sorti gli intoppi. Il problema principale infatti era quello dei collegamenti aerei.
Molti aeroporti risultavano infatti non operativi a causa della chiusura di diversi spazi aerei, rendendo praticamente impossibile trovare voli diretti verso l’Italia o anche solo verso scali intermedi più sicuri. I pochi posti disponibili avevano costi altissimi e non sufficienti per tutti i passeggeri. Determinante per la gestione dell’emergenza è stato il lavoro dell’agenzia di viaggi Catalano di Milazzo, rappresentata da Federica Formica e Gabriele Lo Duca che aveva organizzato il loro viaggio e che ha seguito passo dopo passo la situazione, cercando una soluzione concreta per garantire il rientro del gruppo.