Da Torino in linea Daniele Sequenzia 'Giulio Cesare'
di Daniele Sequenzia
Caro Direttore,
ti segnalo la avvincente biografia "Giulio Cesare, il dittatore democratico", a cura di Luciano Canfora, il primo di venticinque suoi classici volumi, in edicola, ogni settimana con il “ Corriere della Sera “.
Luciano Canfora , un eccellente maestro che tutti vorremmo aver avuto, ci invita alla lettura della storia greca e romana, per meglio comprendere quella che stiamo vivendo.
Ci racconta un "Leader Maximo" , il conquistatore delle Gallie, che si autocelebra nel “ De bello gallico “. Un milione e 200mila morti è il bilancio della guerra condotta da Cesare, secondo quanto riporta Plinio il Vecchio nella sua “ Naturalis historia “ : il “ libro nero della campagna gallica “ secondo Canfora.
Lo storico Svetonio scrive: "Cesare era di alta statura e ben formato, aveva una carnagione chiara, il viso pieno e gli occhi neri e vispi. Godeva di florida salute, ma negli ultimi tempi era solito rimanere vittima di svenimenti e incubi notturni; nell'esercizio delle sue funzioni, fu anche colto due volte da un attacco di epilessia.
Nella cura del corpo fu alquanto meticoloso al punto che non solo si tagliava i capelli e si radeva con diligenza, ma addirittura si depilava, cosa che alcuni gli rimproveravano."
Si narra che, in gioventù, di fronte alla statua di Alessandro Magno, Cesare piangesse per la sua grandezza, rimanendo colpito dal fatto che quel giovane conquistatore avesse già dominato il mondo a soli trentatré anni, mentre lui era ancora agli inizi della carriera politica.
Luciano Canfora lo assurge a simbolo di quella concezione di autoritarismo, di governo "assolutista" che nelle diverse epoche ha spesso dominato e distrutto interi popoli nella illusione di vivere nel " giusto e nel bene ". La propaganda politica inganna i cittadini.
Uomini senza scrupoli, che attraggono i popoli con le loro " ricette magiche"… alcuni anni fa, un importante uomo politico italiano proclamò, ben sapendo di mentire: " vi offro un milione di posti di lavoro"... votate me..." diventerete tutti ricchi".
In Italia domina per vent’anni Benito Mussolini, eliminati gli oppositori: "L'Italia proletaria e fascista è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all’Oceano Indiano: vincere!
E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all’Italia, all’Europa, al mondo”.
(Dall’annuncio, 10 giugno 1940, dell’entrata in guerra dell’Italia nella seconda guerra mondiale).
L'Italia usci dalla guerra distrutta fisicamente e moralmente! Di "Cesarismo", di rotoli d' inganni e di "rabbiosi" decreti legge, vivono tanti popoli esautorati. Le opposizioni sono calpestate, censurate.
Oggi come ieri. Giulio Cesare, come fosse un Dio, incarna tutta l’ambiguità e la complessità della politica che falsifica ed inganna.
La sua è una storia di tradimenti, di manipolazioni, abusi e violenze.
Vide guerre fratricide, per concludersi in " una brutta fine" , ucciso dai suoi stessi amici, tradito da chi prima lo aveva abbracciato, portato in trionfo.
Un monito che riecheggia nei corridoi del potere di ogni epoca. Ovunque nel mondo i " dittatori" , violenti quanto sanguinari, trascinano i popoli ad odiarsi, e poi sono uccisi, deposti con la forza.
William Shakespeare scrive: " Cesare, guardati da Bruto; sta' attento a Cassio; non avvicinarti a Casca; tieni d'occhio Cinna; non fidarti di Trebonio; fa' attenzione a Metello Cimbro; Decio Bruto non ti ama; hai fatto torto a Caio Ligario. Questi uomini han soltanto un proposito ed è diretto contro Cesare.»
(Artemidoro dal “Giulio Cesare “, Atto II, Scena III)
Giulio Cesare e il suo mito vivono in eterno.
La " deificazione di Cesare" è raccontata da Svetonio:
"Morì nel cinquantaseiesimo anno della sua età, e fu annoverato tra gli dèi, non solo per decreto formale, ma anche per convinzione della gente comune.
Perché al primo dei giochi che il suo erede Augusto diede in onore della sua apoteosi, una cometa brillò per sette giorni successivi, sorgendo verso l'ora undicesima, e si credeva fosse l'anima di Cesare, che era stato portato in cielo; ed è per questo che una stella è posta sulla sommità del suo capo nella sua statua”.