Da Roma Ciro Maddaloni. Un parallelo 'esplicito'
Un parallelo “esplicito”
di Ciro Maddaloni*
Assisto con un certo sconcerto al dibattito che vede alcuni esponenti politici, tra cui Stefano Bonaccini, tracciare un parallelo "esplicito" tra il livello di istruzione dei cittadini e le loro scelte elettorali, quasi a suggerire che il voto a destra sia l'esito di una mancanza di istruzione e quindi di scarsa comprensione della realtà.
È un'impostazione fuorviante per diverse ragioni. In primo luogo, in una democrazia il voto di ciascun cittadino ha lo stesso identico peso, a prescindere dal titolo di studio conseguito. Ridurre le ragioni di un orientamento politico a una presunta "carenza culturale" significa ignorare le motivazioni concrete, le difficoltà economiche, le convinzioni personali e le priorità che spingono milioni di elettori a fare una determinata scelta.
In secondo luogo, la politica non dovrebbe mai dividere i cittadini in "istruiti" e "meno istruiti", né pretendere di distribuire patenti di adeguatezza democratica. Il compito di chi governa o di chi aspira a rappresentare le istituzioni è quello di ascoltare e comprendere i bisogni della comunità, non di giudicare in questo modo chi la pensa diversamente.
Quando la politica cede alla tentazione di bollare come "incolta" la parte avversa, non fa altro che allontanarsi dalla vita reale delle persone e alimentare quella spaccatura tra élite e popolo che fa tanto male al nostro Paese.
Se, per inciso, si guarda ai titoli di studio di Stefano Bonaccini, si nota che ha conseguito la Licenza Liceale del Liceo scientifico. Evidentemente votare a sinistra fa guadagnare più punti rispetto al conseguimento di una laurea.
*Esperto di e-Government internazionale