Da Ravenna in linea Massimo Ristuccia 'Arnaldo Guerrini'
di Massimo Ristuccia
ARNALDO GUERRINI Nato nel 1894 e morto nel 1944 a Ravenna; antifascista, sindacalista, organizzatore delle Federazioni giovanili repubblicane in Romagna. Tra il 1923 e il 1924 scrisse una serie di corrispondenze per il giornale La Voce Repubblicana nelle quali denunciava le violenze e le sopraffazioni dei fascisti locali, firmandole con lo pseudonimo Mario Rossi.
-Arnaldo Guerrini. Fu arrestato il 19 novembre 1926 e condannato al confino a Lipari, fino dove rimase fino al dicembre del 1927, quando fu liberato grazie ad un condono.
GRAZIE A Biblioteca di Storia Contemporanea “Alfredo Oriani” di Ravenna.
DA I QUADERNI DEL CARDELLO ANNALI DI STUDI ROMAGNOLI DELLA FONDAZIONE CASA DI ORIANI RAVENNA 14 SOCIETA' EDITRICE IL PONTE VECCHIO.
Nelle foto Lipari:
• un singolare e amichevole incontro di pugilato tra Guerrini e Nitti. (Si intuisce chiaramente che i due si trovano nella spiaggia di portinente, in fondo sullo sfondo si vede l’antico mulino.forse anno 1928).
• foto datata Lipari, marzo 1927, con la seguente annotazione scritta di pugno da Arnaldo Guerrini: “La coppia composta dall’uomo piccolo e dalla vecchia grande è la coppia Binazzi di Spezia. Anche la donna (che è cieca) è confinata. È commovente vedere come i due si vogliono bene. A sinistra il napoletano D’Auria e sua moglie”.
testo stralcio da pag. 283 – 284.….Guerrini sarà arrestato, processato, condannato a cinque anni di confino a Lipari che trascorrerà con la propria compagna che nel frattempo l’aveva raggiunto e dove ha modo di conoscere una realtà e prospettive politiche, espresse dai suoi compagni di confino, diverse da quelle che conosceva in Romagna. Liberato alla fine del 1927, sospeso dal grado di tenente di complemento in congedo, viene di nuovo arrestato nel settembre 1928 a Milano – dove si era temporaneamente trasferito per motivi di lavoro e aveva preso contatti con la dissidenza repubblicana romagnola residente nel capoluogo lombardo – come aderente al movimento “Giustizia e libertà”, processato e condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello stato a quattro anni e otto mesi; successivamente liberato, subirà a più riprese arresti e carcerazioni per tutti gli anni ’30.
Il confino di Lipari costituisce per Guerrini una grande scuola; a contatto con diversi altri confinati, menti raffinate e uomini d’azione, partecipa a discussioni che hanno per argomento nuove tematiche: di socialismo liberale, di organizzazioni di resistenza, di rinnovati programmi, della necessità di abbandonare i sistemi politici utilizzati fino all’avvento del fascismo. Si parla cioè del nuovo che deve avvenire, di partiti politici che non possono più essere intesi come lo sono stati fino ad ora. La sua attività, pure da confinato, è costante: dotato di buona cultura legge molto, soprattutto ascolta le discussioni che si svolgono negli incontri che avvengono in quell’isola a qualche chilometro dalla Sicilia, interiorizza i concetti, li elabora cercando di adattarli ad una realtà come quella romagnola che sa essere del tutto particolare nella geografia politica italiana, terre – quelle di Romagna – in cui la violenza politica non ha mai fatto difetto, caratterizzata da contrapposizioni tra repubblicani e socialisti, tra costoro ed i cattolici (che mal sopportano un anticlericalismo diffuso tra la popolazione, profondo nella consapevolezza, scientifico nelle motivazioni) e contro il governo dei moderati, in cui il giudizio sulla conclusione del Risorgimento non è stato interamente accettato da tutti gli attori della scena politica.
Una stratificazione di eventi e convinzioni dura ad essere demolita in una realtà sociale che vedeva altresì una borghesia, prevalentemente agricola, pervenire sempre in ritardo agli appuntamenti con la storia, che aveva aiutato il fascismo a prendere il potere, e che prima o poi avrebbe pagato le scelte fatte e per il suo atteggiamento nei confronti della dittatura. Una borghesia tuttavia, sapeva Guerrini, che era una componente indispensabile della società italiana, che andava recuperata come forza politica per restaurare la democrazia.
Al ritorno da Lipari Guerrini riprende l’attività cospirativa interrotta; la sua professione – prima di assicuratore poi di rappresentante di una casa di elettrodomestici bolognese – lo porta a muoversi per la Romagna, a Bologna e a Milano. Il capoluogo emiliano costituisce un centro importantissimo nella storia dell’antifascismo sia per le figure che lì operano sia per motivi geografici essendo facilmente raggiungibile dalla Lombardia, dalla Toscana, dal Veneto. Nel capoluogo lombardo la resistenza è molto sviluppata e vi operano numerosi circoli antifascisti che annoverano diverse figure del mazzinianesimo e del repubblicanesimo italiano. Si citano solo due figure: Ferruccio Parri, uno degli eroi della grande guerra, quattro volte ferito sul Carso e sul Piave, tre medaglie d’argento al valor militare, due promozioni per merito di guerra sul campo, nel 1918 membro dell’Ufficio operativo del generale Diaz, …………………
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da MASSIMO MORIGI NOTE BIOGRAFICHE, DOCUMENTI E TESTIMONIANZE PER UNA STORIA DELL’ANTIFASCISMO DEMOCRATICO ROMAGNOLO Prefazione di ALDO BERSELLI.
……...Sua moglie Irma, che Guerrini sposò proprio al confino di Lipari, in una intervista a noi rilasciata ci ha riferito che a Lipari la dimora dei coniugi Guerrini era meta costante delle visite di Umberto Pagani, di Fausto Nitti (protagonista assieme a Lussu e a Rosselli della leggendaria fuga da Lipari), di Gioacchino Dolci (che terminato il confino, organizzò la fuga da Lipari di Lussu e Rosselli ed assieme ad Italo Oxilia e ad un giovane meccanico francese guidò il motoscafo sul quale dovevano evadere), di Mario Angeloni (comandante assieme a Carlo Rosselli della Colonna Italiana, il primo numeroso gruppo organizzato dall’antifascismo italiano accorso in aiuto della Repubblica spagnola, e che doveva morire alla testa del reparto mitraglieri nell’epica battaglia di Montepelato), di Paolo Fabbri (che attirando su di sé l’attenzione di una inaspettata ronda di polizia permise la fuga da Lipari di Lussu e Rosselli ma dovendo così rinunciare a partecipare alla fuga), di Emilio Lussu.
La dura esperienza della militanza antifascista, le persecuzioni, il confino e il carcere segnarono per Arnaldo Guerrini anni di grande maturazione politica, di approfondimento e di verifica dei propri ideali e delle concrete scelte sino allora operate, di allargamento di orizzonte attraverso il confronto con altre esperienze e attraverso i contatti con uomini - in particolare gli amici di Ventotene - che, come abbiamo detto, al di fuori delle formule dei vecchi partiti cercavano una nuova strada e un nuovo approdo. Alcuni nomi: Emilio Lussu, Gaetano Salvemini, Carlo Rosselli, Fausto Nitti, Umberto Pagani, Gioacchino Dolci, ed altri ancora, sino a Paolo Fabbri che meriterebbe anch'egli di essere oggi sottratto al silenzio. Assai fecondo, infine, a decorrere dal 1939-40 il rapporto di amicizia con il lughese Vincenzo Cicognani negli anni in cui questi, già organizzatore nel 1935 di un gruppo autonomo di Giustizia e Libertà, fu antifascista militante a Bologna e tra i fondatori del Partito d'Azione: fu un rapporto che si risolveva in un confronto aperto e leale di idee e di tappe da percorrere sulla base di una fondamentale affinità di visione morale e politica.…(Aldo Berselli).
da LA CATENA EMILO LUSSU pag. 58 – 59: In breve ci comunicammo a vicenda le tappe e i successi della nostra brillante carriera. Sopravvennero presto gli altri amici della mia corrente politica, socialisti e repubblicani, che io avevo già conosciuto in Italia, Guerrini di Ravenna, l'Avv. Starnuti sindaco di Carrara, l'Avvocato Nulli di Como, Razzini di Treviso, Nitti Fausto, Dolci, Botturi e l'Avv. Bruno di Roma, Tagli di Genova, Pagani di Parma, Fabbri di Molinella. Infine Brighenti, comunista, di Roma, che è l'uomo più informato della colonia. Mi fecero subito notare che ero seguito da agenti in borghese.
Da A.N.P.I. Nato a Ravenna l'8 febbraio 1894, deceduto a Ravenna, per le sevizie delle SS, l'8 luglio 1944, antifascista romagnolo.
Si era iscritto giovanissimo al Partito repubblicano ed era stato fra gli organizzatori delle prime Federazioni giovanili del suo partito in Romagna. Guerrini aveva quindi partecipato, come volontario, alla Prima guerra mondiale battendosi, inizialmente, nella Legione Garibaldina delle Argonne e poi, sul fronte italiano, nel 28° Reggimento di fanteria. Ferito e decorato, quando tornò a Ravenna Guerrini, acceso antifascista, si oppose alla linea ufficiale dei repubblicani ravennati che, in funzione antisocialista e anticomunista, si erano schierati con gli squadristi. Più volte picchiato, sino a rischiare la cecità, nel 1926 Arnaldo Guerrini, che era entrato nel movimento "Italia libera", fu assegnato al confino. A Lipari si ritrovò con Emilio Lussu e Fausto Nitti.
Dopo aver aderito a "Giustizia e Libertà", per Guerrini, sino allo scoppio della Seconda guerra mondiale, furono anni di cospirazione antifascista e di soggiorni al confino. Tra i promotori della nascita, nel 1942, del movimento denominato Unione dei Lavoratori Italiani (UIL), se ne allontanò quando divenne chiaro che l'intento principale del movimento era quello di ridurre l'influenza in Romagna di socialisti e comunisti. Dal settembre 1943, Guerrini si riavvicinò al Partito d'Azione (il 5 e 6 settembre aveva partecipato, come osservatore, al Congresso clandestino del PdA a Firenze). Arrestato dai fascisti il 5 gennaio 1944, Arnaldo Guerrini fu dapprima detenuto a Lugo e poi trasferito nelle carceri di Bologna. Nelle mani delle SS, l'antifascista romagnolo fu sottoposto a torture e sevizie da aprile alla fine di giugno, quando (ormai ridotto in fin di vita), fu trasferito all'ospedale di Bologna, poi a quello di Cervia e, il 3 luglio, all'ospedale di Ravenna, dove si spense cinque giorni dopo, per le lesioni interne che i suoi aguzzini gli avevano procurato. Ad Arnaldo Guerrini a Ravenna hanno intitolato una via; porta il suo nome anche una Sezione del PRI.