Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'Le Ardeatine'

di Carlo D'Arrigo*
Una pillola di attualità storica: le Ardeatine

È il 23 marzo del 1944, c’è aria di primavera, ma in Italia la guerra non è ancora finita. Gli americani sono sbarcati ad Anzio, vicino Roma, e questo fa sperare che il conflitto volga al termine, ma le cose non stanno così. In quei mesi i Partigiani e i Gruppi di Azione Patriottici (GAP), non riuscendo a liberarsi dell’oppressione tedesca, moltiplicano le loro azioni contro le truppe di invasione germaniche. 

E’ il 23 marzo del ’44 quando in via Rasella, a Roma, esplode una carretto dell'immondizia uccidendo 32 soldati tedeschi che marciano per quella strada. La rappresaglia dei Tedeschi è feroce e fulminea. Ben 335 prelevati dalle carceri Italiane sono trucidati alle Cave (poi dette Fosse) Ardeatine. La strage rimane uno dei maggiori simboli della barbarie nazifascista da cui non abbiamo imparato proprio nulla. 

Oggi, nell’era dell’Intelligenza Artificiale, possiamo ancora “vantare” la guerra Ucraina-Russia con perdite umane devastanti di quasi due milioni di soldati tra russi e ucraini, il conflitto Israelo-Palestinese con oltre 100.000 morti, il Sudan con la sua enorme crisi umanitaria, l’Iran attaccato da Trump. I tempi passano ma i morti non si fermano, anzi la vergogna del genere umano non tende a rallentare.  
*Fisico, già docente Università di Messina

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