Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'E' morto Gino Paoli'
di Carlo D'Arrigo*
E’ morto Gino Paoli
Con lui muore un’icona musicale, un artista raffinato, con uno stile poetico, esistenzialista e dalla voce vellutata e mai gridata. Gino Paoli, nato nel 1934 a Monfalcone in provincia di Gorizia, eredita dalla madre pianista la passione per la musica fino a diventare, nella sua lunga carriera, un riferimento per la musica italiana. Le sue melodie ricche di parole avvolgenti, quasi intime, riuniscono jazz, tradizione classica, realismo e orecchiabile pop. Autore di brani di grande impatto ha scritto pezzi che raccontano l’amore e che toccano il cuore perché Gino Paoli l’amore lo portava dentro.
Dalla voce inconfondibile, aveva una tessitura calda della voce che ha reso uniche le sue interpretazioni. Paoli ha saputo raccontare, come pochi altri, sentimenti, malinconie e cambiamenti del nostro Paese proprio nei magici anni ’60 che hanno visto il nascere di immortali melodie canore. Il successo arriva a metà degli anni ’60 grazie a brani destinati a diventare classici come “Una lunga storia d’amore”, “Il cielo in una stanza” e “Sapore di sale”. Il periodo di grande popolarità è accompagnato da difficoltà personali con problemi con l’alcol e una grave depressione che lo porta, nel 1963, a tentare il suicidio. Ma, per fortuna dei fans, si salva e la sua vita si intreccia con la produzione artistica e con dissapori amorosi. La relazione più importante è con Ornella Vanoni, musa di molti suoi brani, e con Stefania Sandrelli, da cui ha una figlia.
Dopo un periodo di declino negli anni ’60 e ’70, in cui si allontana anche dalla musica, torna al successo negli anni ’80 con canzoni come “Una lunga storia d’amore” e tante altre nuove collaborazioni. Con il “Cielo in una Stanza” nasce un vero capolavoro e le sue parole occupano un posto speciale. Scritta nel 1959, nasce da un'esperienza personale trasformata in una riflessione poetica sulla capacità dell'amore di trasformare il mondo. Portata al successo da Mina, la canzone diventa uno dei simboli assoluti della musica italiana e le sue parole hanno fatto incontrare tanti giovani e nascere tanti amori.
Un’icona particolare per noi Siciliani la tiene “Sapore di Sale”, scritta nel 1962, come raccontato dallo stesso Paoli, “Sapore di Sale” nasce a Capo d’Orlando, in una casa vicino a una spiaggia deserta della baia di San Gregorio, dove l'autore si trovava per tenere dei concerti in un locale con il suo gruppo. La canzone è rimasta come fiore all’occhiello del bellissimo Paesino dove la gente attempata la porta ancora nel cuore. E’ proprio da quel momento che la sua carriera decolla con partecipazioni al Festival di Sanremo, collaborazioni prestigiose e colonne sonore per il cinema. Paoli ha attraversato oltre sei decenni di storia lasciando un'impronta indelebile nella cultura del nostro Paese.
Negli ultimi anni, Paoli, ricopre anche il ruolo di presidente della SIAE (Società Italiana Autori), fino alle dimissioni nel 2015. La sua eredità artistica resta fondamentale. Paoli è considerato uno dei simboli più autentici e influenti della musica italiana del novecento, e con Gino Paoli muore un pezzo di Storia Italiana. La sua voce, le sue parole e la sua sensibilità hanno accompagnato generazioni, raccontando l'amore, il dolore e la vita con una sincerità unica. La sua musica continuerà a emozionare e a far sognare.
*già Docente Università di Messina
IL RICORDO
Gino Paoli frequentò anche le Eolie.
Non la scorsa estate o l'altra ancora. ma ben quaranta anni fa. Era con lo yacht attraccato a Pignataro. Arrivò con Beppe Grillo che aveva il suo di yacht e si ormeggiarono l'uno accanto all'altro. Per intenderci nel punto dove si ormeggiano le motovedette della Cp. Posti riservati insomma.
All'epoca il “vigilantes” del porto era anche l'indimenticabile Antonio Pellegrino, in arte “Stecca” che era un mio…confidente. E io arrivai subito con l'operatore di “Teleisole”. Ma nonostante la bonaria richiesta di interviste ci fu un “no secco”. Ma Grillo vedendo la telecamera non riuscì a rimanere indifferente ed in silenzio. E improvvisò uno show che lasciò tutti, turisti compresi, d'incanto. E lo dedicò a “Stecca” che era anche l'amico dei Vip. Si perchè all'epoca si diceva il pontile di “Stecca”. Era piu' noto così… E a quel punto si scatenò pure Gino Paoli con la sua “Il cielo in una stanza” e tutti a cantarla. E finì con un applauso caloroso. (BL)
IL SERVIZIO DEL TG3 SICILIA VIDEPAOL