Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'Cinquant’anni fa nascono le radio libere'

di Carlo D'Arrigo

Cinquant’anni fa nascono le radio libere
                                                                                     
Le radio libere, e private, sono un fenomeno italiano degli anni '70 che ha accompagnato 50 anni di storia del nostro Paese. Oggi è scontato accendere la radio e ascoltare mille voci, suoni e musiche, ma fino a 50 anni fa la radio non funzionava così. Fino al 1974, le trasmissioni radiotelevisive erano monopolio della RAI, l'azienda pubblica. In quel periodo stava montando nei giovani una voglia di radio intesa come musica e informazione non controllata dai vari governi. La Rai rispose a questa esigenza lanciando programmi di rottura come Bandiera Gialla, Alto Gradimento e Hit-Parade che sono ancora vivi nei ricordi degli ultra 60enni. Un’opportunità per i ragazzi italiani era data da due radio straniere che trasmettevano in lingua italiana, e che avevano una programmazione orientata ai giovani e alla musica, erano Radio Montecarlo, che trasmetteva dal principato di Monaco, e Radio Capodistria. Già dal 1974 l'attacco al monopolio in Italia era, quindi, nell'aria. 

Fu infatti in quell’anno che la Corte Costituzionale si pronunciò a favore delle radio private, purché via cavo e in ambito locale. Successivamente, e su pressioni politiche, il legislatore ebbe un successivo pronunciamento il 28 luglio 1976, data che sanciva la libertà di trasmissione via etere. Esattamente 50 anni fa nascevano le radio libere. In alcune città italiane le radio private o, meglio, pirate perché prive di autorizzazione, nacquero prima di tale data. Dai colli Bolognesi iniziano le prime trasmissioni radio e la voce dell’Emilia Romagna si propaga nell’etere per otto giorni prima che gli impianti siano sequestrati. Nel marzo 1975 nasce Radio Milano International e la voce lombarda è prima sequestrata e poi dissequestrata, contribuendo, giuridicamente, a rompere il monopolio RAI che sarà definitivamente squarciato qualche mese dopo con sentenza n. 202/76 della Corte Costituzionale. Le radio libere, da allora, ebbero così copertura legale e poterono moltiplicarsi su tutto il territorio nazionale. Il fenomeno fu considerato, inizialmente, come una moda temporanea ma nel tempo molte emittenti dimostrarono di poter affiancare prestigiosamente la radio di stato. La rottura del monopolio pubblico in Italia fece da esempio anche in altri Paesi europei nei quali il servizio pubblico deteneva l’esclusiva delle emissioni. Le radio libere, o private, sono giuridicamente delle “Testate Giornalistiche” e, come tali, necessitano di un Direttore responsabile, giornalista regolarmente iscritto all’Albo. Un ruolo importante ebbe la musica Rock la cui trasmissione fù per molti il fine principale dell’attivismo radiofonico. 

Ma al rock si affianca la musica melodica e anche i cantanti Crooner, confidenziali, trovano spazio sulle Onde della Modulazione di Frequenza (F.M.). Successivamente arrivano i contenuti politici e informativi, vera cultura condivisa delle nuove emittenti. La Sicilia è tra le Regioni più prolifere di Radio Libere, e solo nel 1976 la nostra Isola vede nascere oltre 100 emittenti. A Messina nascono Antenna dello Stretto, oggi di proprietà di Gazzetta del Sud, Radio Peloro, Radio Luna e altre. Sulla riviera ionica nascono Radio Taormina, Radio Universal Giarre, Radio Telecolor International ma le iniziative si moltiplicano. Ad Alì Terme si dà vita a “Radio Delta” per volere dello scrivente, di suo fratello Piero e del collega Antongiacomo Rizzo (oggi prestigioso Chirurgo presso il Policlinico Universitario). Tutte trasmettono musica, notizie e commentano la politica locale. 

A Lipari nascono Radio Lipari, Radio Arcipelago Eoliano e, nella contrada Pianoconte il Direttore di questo Notiziario, Bartolino Leone, dà vita a radio Eolie. Ma accanto alle radio gli imprenditori più facoltosi accendono le Televisioni locali. Sicuramente la più importante è stata, ed è, Mediaset la cui organizzazione si può oggi stimare pari alla Rai. A Messina sempre nel ‘76 è Telecolor, RTP Radio Televisione Peloritana e altre che si fanno concorrenza all’ultimo spot pubblicitario. 

A Lipari da Radio Eolie si passa a Video Eolie e l’imprenditore Enzo D’Ambra fa nascere Tele Isole dando voce e immagini alle sette Isole. Gli anni che hanno visto nascere le radio libere hanno lasciato un segno profondo, sia in chi le ha create sia nella società. Erano tempi in cui si aveva fame di parole e le radio libere perseguivano questo scopo. Non c’erano telefonini né social e attraverso la radio libera si svolgeva una forma di riscatto ad una vita collettiva che allontanava i giovani dal malvezzo, dalla droga e dalle cattive amicizie. Chi ne ha fatto parte, come me, deve molto a quelle strutture che erano spazi di socialità, di svago, di umanità, e anche di impegno. Eravamo ancora in mondo umano, privo di internet ma denso di sogni. Non c’erano i motorini senza casco e nemmeno i cd ma si godeva nell'ascoltare in cuffia un brano degli Zeppelin o la calda voce di Mina registrati su un Lp o una cassetta. Questi cinquant’anni hanno visto una cernita “fisiologica” del folto numero di iniziative Radiotelevisive. La selezione è naturale e si basa, essenzialmente, sulla forza economica dell’Editore e sull’interesse socio-politico dell’emittente. 

Oggi i grandi Network fanno capo a potentati economici e a grandi organizzazioni editoriali. Il loro impegno, oltre che commerciale, è legato al colore politico dell’Editore e di chi, di fatto, ci mette “i soldi”. Radio e Televisioni private oggi sono diffuse anche sulla rete WEB, quel sistema di pagine interconnesse, accessibili tramite Internet. E’ lo sviluppo della rete globale radio televisiva che oscura la carta stampata relegandola all’edizione di poche copie al giorno. Notizie, film, scene di cronaca, divertimento e musica arrivano direttamente in casa nostra da tutto il mondo.   
*Già docente Università di Messina

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