Da Messina in linea Carlo D'Arrigo 'Ciao Peppino di Capri'
di Carlo D'Arrigo*
Ciao Peppino di Capri.
Hai fatto sognare tutti gli Italiani, hai fatto ballare giovani, grandi e piccini. Interprete della grande musica italiana, pianista raffinato, hai fatto innamorare milioni di coppie, sei stato il re del piano bar. I tuoi brani sono entrati nella memoria collettiva attraversando oltre sessant'anni di musica e riuscendo a parlare a generazioni diverse senza rinunciare mai al tuo stile. Le tue canzoni hanno una melodia incredibile. Sei un “Grande e niente più”, come la tua canzone. Con la tua musica sono nati amori sulle spiagge e sotto il chiaro di luna. Con Peppino di Capri va via uno degli ultimi crooner, cantanti confidenziali, che conservava l’Italia.
I tuoi brani, entrati nella memoria collettiva, hanno attraversato oltre sessant'anni di musica riuscendo a parlare a generazioni diverse senza rinunciare mai al tuo stile. Quindici partecipazioni al Festival di Sanremo con due vittorie, nel 1973 e nel 1976, quattro partecipazioni al Festival della Canzone Napoletana con una vittoria nel 1970 e nove partecipazioni a Canzonissima. Cosa possiamo dire di più, forse “Grande Grande Grande” come la canzone di Mina. Roberta, Champagne, Luna Caprese, St Tropez Twist resteranno nella memoria di tutti, nei dischi che hai venduto a milioni, saranno riprodotte nelle radio e in tutti i canali Web del Mondo.
Peppino di Capri, nato Giuseppe Faiella il 27 luglio 1939, si esibì in pubblico da piccolissimo, suonando il pianoforte per le truppe americane durante la Seconda guerra mondiale. La musica ce l'aveva nel sangue grazie alla sua famiglia dove il nonno era membro della banda musicale di Capri e il papà titolare di un negozio di strumenti musicali ma, nel tempo libero, suonava il sassofono, il contrabasso e il violoncello. Chi scrive è cresciuto con la tua inconfondibile voce e le tue meravigliose canzoni.
Ti ha seguito da oltre 60 anni e non si è mai stancato di ascoltarti. La tua voce è stata, e rimane nelle registrazioni tra le migliori, quasi una terapia per stare bene. Hai trasformato la nostalgia in Champagne da sorseggiare lentamente con le corde del cuore.
*Già docente Università di Messina