Ciclone Harry, Azione Messina: “Ordine del giorno all’Ars è un bluff politico'

Azione Messina: “Ordine del giorno all’ARS è un bluff politico. Infattibile tecnicamente e sbagliato nel principio”

L’ordine del giorno approvato all’Assemblea regionale siciliana su iniziativa di Cateno De Luca, che propone di spostare fondi FSC dalla realizzazione del Ponte sullo Stretto alla ricostruzione dei danni provocati dal ciclone Harry sulla riviera ionica, rappresenta un’operazione di pura propaganda politica, priva di effetti concreti.
Si tratta di un atto infattibile dal punto di vista tecnico e profondamente errato dal punto di vista politico.
Sul piano tecnico, i fondi FSC richiamati dall’ordine del giorno sono già stanziati e vincolati a specifiche opere pubbliche attraverso delibere CIPESS. Un ordine del giorno dell’ARS, che per sua natura non è vincolante neppure per il Governo regionale, non può in alcun modo determinare un cambio di destinazione di risorse statali già programmate.

Per intervenire su quei fondi sarebbe necessaria una formale riprogrammazione dei fondi statali, che può avvenire solo a livello nazionale e con atti amministrativi specifici. Illudere i cittadini che basti un voto d’aula per sbloccare quelle risorse significa alimentare aspettative destinate a rimanere deluse.

Ma l’aspetto più grave è quello politico. L’ordine del giorno introduce un principio sbagliato e pericoloso: affrontare un’emergenza definanziando opere pubbliche già programmate.
Non è così che funziona uno Stato serio. Le emergenze si affrontano con fondi aggiuntivi, straordinari e dedicati, non togliendo risorse a infrastrutture strategiche.

«Non è una questione di essere favorevoli o contrari al Ponte sullo Stretto – sottolinea Andrea Ferrara, segretario provinciale di Azione. Il punto è il principio: oggi si propone di definanziare un’opera per far fronte a un’emergenza, domani potrebbe toccare a un raddoppio ferroviario, a un ospedale, a una casa di comunità, a una scuola».
Nelle grandi tragedie che hanno colpito altre aree del Paese non è mai stato chiesto ai territori di scegliere quali opere sacrificare. «Non c’è alcuna ragione per cui la Sicilia debba essere così masochista da proporlo per se stessa».
L’ordine del giorno approvato all’ARS non porterà un euro in più alla ricostruzione e non accelera di un solo giorno gli interventi necessari. «Serve solo a fare un titolo, ma oggi la Sicilia non ha bisogno di titoli: ha bisogno di verità, serietà istituzionale e risorse vere».

Ha collaborato Giacomo Montecristo referente Eoliano

Categoria
politica

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