Cerchiamo di guardare al futuro con uno sguardo nuovo di Mirko Saltalmacchia

di Mirko Saltalmacchia

Immaginate di avere una vecchia console per videogiochi. Funziona ancora, ma i giochi nuovi non girano più, consuma un sacco di energia e i pezzi di ricambio non si trovano. Che fai? Continui a spendere soldi per ripararla o la metti da parte per investire in una console di nuova generazione che ti permette di giocare online con il mondo intero e consuma la metà?

Questa, in parole molto semplici, è l'idea alla base di un documento economico super importante scritto nel 2019 da Mario Draghi insieme al The Group of Thirty (un club esclusivo che riunisce i più grandi esperti di finanza del pianeta). Il documento parla di una legge fondamentale della natura e dell'economia: la distruzione creativa.

Niente panico, non si tratta di rompere le cose per il gusto di farlo. Dietro questo nome che sembra uscito da un film di supereroi si nasconde il segreto per capire come cambierà il mondo del lavoro nei prossimi anni, specialmente per la tua generazione.

Che cos'è la distruzione creativa? Il termine non lo ha inventato Draghi, ma un economista di nome Joseph Schumpeter molti anni fa. Significa che per far nascere qualcosa di nuovo, efficiente e moderno, a volte bisogna lasciare che il vecchio faccia il suo corso e scompaia.

Pensa ai vecchi negozi di noleggio VHS sostituiti da Netflix, o alle macchine da scrivere rimpiazzate dai computer. La scomparsa del vecchio crea inizialmente un problema (chi produceva videocassette perde il lavoro), ma fa nascere settori enormi con molte più opportunità (programmatori, registi, esperti di streaming).

Cosa ha scritto Draghi nel 2019? Nel 2019 il mondo stava cambiando velocemente a causa della tecnologia e della crisi climatica. Draghi e il Group of Thirty hanno lanciato un allarme ai governi di tutto il mondo: smettetela di usare i soldi pubblici per tenere in vita le "aziende zombie".

Le aziende zombie sono quelle attività che non hanno più un vero mercato, che non innovano e che sopravvivono solo grazie agli aiuti dello Stato. Secondo Draghi, proteggere queste aziende a tutti i costi è un errore. Perché? Perché quei soldi vengono sottratti alle startup, alle energie rinnovabili, alla tecnologia e alla scuola. In pratica, si blocca il futuro per difendere un passato che non può tornare.

La transizione non deve fare paura Draghi però non è un cattivo dei film che vuole distruggere tutto senza guardare in faccia nessuno. Nel suo documento spiega che la distruzione creativa funziona solo se lo Stato protegge le persone, non le vecchie aziende.

Se un'azienda chiude perché il suo prodotto non serve più, lo Stato non deve regalare soldi a quell'azienda per farla restare aperta artificialmente. Deve invece prendere quei soldi e usarli per dare uno stipendio ai lavoratori rimasti a piedi, aiutandoli a frequentare corsi per imparare un nuovo mestiere (magari legato al digitale o all'ambiente).

Cosa c'entra questo con te? C'entra tantissimo, perché sei tu al centro di questa transizione. Il messaggio di Draghi per le nuove generazioni è chiaro: il mondo del lavoro del futuro non premierà chi fa sempre le stesse cose nello stesso modo. Premierà la flessibilità, la capacità di imparare cose nuove e lo spirito di innovazione.

Le crisi economiche e i grandi cambiamenti (come l'intelligenza artificiale o il passaggio alle energie green) non sono la fine del mondo, ma l'inizio di una gigantesca onda di creatività.

La distruzione creativa serve a pulire il terreno dalle vecchie abitudini inefficienti per fare spazio alle tue idee, alle tue passioni e alle tecnologie che inventerai domani. Non fatevi incantare e “incartare “ da certi discorsi perché ormai sono idee impraticabili per i motivi sopraelencati. Cerchiamo invece di guardare al futuro con uno sguardo nuovo.

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