Aeroporto a Milazzo, Paratore 'Messina deve puntare sulle infrastrutture che producono sviluppo'
Aeroporto a Milazzo, Paratore: «Messina deve puntare sulle infrastrutture che producono sviluppo»
L’avv. Simona Paratore interviene sulla necessità di rafforzare la connettività della provincia di Messina: non solo turismo, ma lavoro, professioni, studenti e sviluppo territoriale.
Avv. Simona Paratore
IL PUNTO
«La provincia di Messina deve poter contare su una rete moderna e intermodale. Eolie e Taormina sono poli internazionali, ma il tema riguarda anche imprese, professionisti, studenti e cittadini.»
L’ipotesi di uno scalo nell’area di Milazzo viene letta come parte di una strategia più ampia: aeroporto, ferrovia, autostrada, porto e collegamenti marittimi integrati in un unico sistema di mobilità.
Avvocato Paratore, perché ritiene strategico parlare oggi di un aeroporto nell’area di Milazzo?
«Perché dobbiamo partire dalle esigenze concrete della provincia di Messina. Abbiamo un territorio con enormi potenzialità e due poli turistici di rilevanza internazionale come le Isole Eolie e Taormina, ma continuiamo a dipendere dagli aeroporti di altre province. Un aeroporto nell’area di Milazzo, adeguatamente collegato con ferrovia, autostrade, porto e trasporto marittimo, potrebbe diventare un nodo strategico per l’intero territorio.»
Quindi non sarebbe un’infrastruttura destinata esclusivamente al turismo?
«Assolutamente no. Il turismo e la sua destagionalizzazione sono importanti, ma sarebbe riduttivo fermarsi a questo. Parliamo della mobilità di lavoratori, professionisti, studenti e imprenditori, dei rapporti con le università, della possibilità di attrarre investimenti e della competitività delle nostre aziende. Un territorio facilmente raggiungibile è un territorio che può crescere.»
Le difficoltà operative dell’aeroporto di Catania legate all’attività dell’Etna evidenziano una criticità del sistema?
«È un elemento sul quale bisogna riflettere seriamente. Quando un grande scalo subisce limitazioni operative, le conseguenze coinvolgono anche Messina, Taormina e le Eolie. Dobbiamo valutare non soltanto i danni economici immediati delle interruzioni, ma anche quanti milioni di euro di sviluppo perda la provincia per una connettività non adeguata alle sue potenzialità.»
Come immagina un eventuale aeroporto di Milazzo?
«Non come una struttura isolata. Il progetto deve essere inserito in una vera pianificazione di mobilità intermodale: aeroporto, ferrovia, autostrada, porto di Milazzo e collegamenti marittimi. Per le Eolie, una filiera efficiente aereo-terra-porto-aliscafo potrebbe ridurre tempi e difficoltà di viaggio; allo stesso modo, una buona connessione stradale e ferroviaria servirebbe Messina, Taormina e l’intera provincia.»
Lei è candidata nel progetto politico che sostiene Cateno De Luca?
«Sì. Ho scelto di candidarmi al fianco di Cateno De Luca perché credo che sia arrivato il momento di affrontare concretamente i problemi strutturali del nostro territorio e trasformare le sue potenzialità in sviluppo, lavoro e opportunità. La politica deve avere il coraggio di individuare le priorità e realizzarle.»
E sul Ponte sullo Stretto?
«La provincia di Messina non può continuare a discutere del proprio futuro infrastrutturale concentrandosi sempre e soltanto su un’unica opera. Dobbiamo parlare di aeroporti, ferrovie, autostrade, porti e collegamenti marittimi. Dobbiamo costruire una rete capace di mettere realmente in comunicazione Messina e la sua provincia con il resto d’Italia e con l’Europa.»
«Finiamola di discutere sempre del Ponte sullo Stretto: parliamo seriamente di infrastrutture.»